Due grandi ritorni

 

eco-joyce2La nave di Teseo porta in libreria due classici: Il nome della rosa di Umberto Eco e Ulisse di James Joyce. 

 La nave di Teseo porta in libreria due classici: Il nome della rosa di Umberto Eco e Ulisse di James Joyce. Il primo è già disponibile, il secondo lo sarà dal 4 giugno.

Dopo la recente pubblicazione di Il pendolo di Foucault, anche il capolavoro di Eco entra nel catalogo della casa editrice, a cui si aggiungeranno in autunno Baudolino e Il cimitero di Praga.
A 40 anni dalla prima uscita, arriva una nuova, imperdibile edizione arricchita da un’appendice inedita con i disegni e gli appunti preparatori dell’autore del romanzoumberto-eco che ha rivelato il genio narrativo di Umberto Eco: tradotto in 60 paesi con oltre 50 milioni di copie vendute, Il nome della rosa ha vinto il premio Strega nel 1981 e ha ispirato un film e una serie tv di successo mondiale.

Precisa Mario Andreose nella nota critica: «I disegni e le annotazioni manoscritte del futuro autore di Il nome della rosa testimoniano il minuzioso lavoro preparatorio prima della stesura del romanzo. A conferma di quanto affermato da Eco nelle Postille (1983): “Per raccontare bisogna anzitutto costruirsi un mondo il più possibile ammobiliato sino agli ultimi particolari”. E che cosa ci racconta o, meglio, ci anticipa di questo mondo il materiale visivo qui none-della-rosariprodotto? Innanzi tutto l’identità, la fisionomia dei principali protagonisti, con il tipico tratto veloce, arguto dell’autore, che ne giustificherà l’invenzione ‘per sapere quali parole mettere loro in bocca. Poi profili e piante di abbazie, castelli, labirinti, in una piena immersione nella cultura anche materiale del Medioevo».

Un’abbazia medievale isolata. Una comunità di monaci sconvolta da una serie di delitti. Un frate francescano che indaga i misteri di una biblioteca inaccessibile.
Il resto scopritelo da soli leggendo il romanzo.

 

Il 4 giugno sarà in libreria la nuova edizione di Ulisse di James Joyce in una versione rivoluzionaria per rigore e freschezza della lingua.

Un evento letterario e editoriale. A sessant’anni dalla prima edizione italiana dell’Ulisse, una nuovajames joyce traduzione integrale d’autore di Mario Biondo, basata sull'edizione “1922” degli Oxford World Classics e arricchita da un apparato di note indispensabile per comprendere appieno la ricchezza della scrittura.
Quest'anno il Bloomsday avrà tutta un'altra voce.
Spiega Mario Biondi: «Il mio progetto di tradurre l’Ulysses, avventurosamente e ulissepresuntuosamente avviato agli inizi degli anni Settanta, si era dovuto arenare al primo centinaio di pagine o giù di lì. Anzitutto, per campare dovevo tradurre quello che mi commissionavano gli editori, ma soprattutto l’Ulysses era troppo difficile. Dopo aver ripreso più volte in mano il progetto negli anni Ottanta e Novanta, nel Duemila avanzato – essendomi lasciato 71 traduzioni e con esse “un grande avvenire dietro le spalle” – ho creduto di potermi finalmente sentire adeguato al compito, quindi eccolo qui. È un testo di grandissimo fascino, in larga misura anche proprio per le sue oscurità volute o indotte, i suoi giochi di parole, le sue onomaturgie».

 

 

 

 

 

 

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