Nel cesto di Marsilio

Quattro novità scelte tra le proposte della casa editrice che arriveranno in libreria a marzo. Anche una riedizione di Le affinità elettive.
Marsilio ha iniziato l’anno con molte novità, ne abbiamo scelte quattro che arriveranno in libreria a marzo in versione cartacea e digitale.
Io e Clarissa Dalloway di Francesco Pacifico è il nuovo titolo della serie Passaparola, brevi memoir di scrittori italiani che si confrontano con un libro speciale, Francesco Pacifico ci racconta la sua educazione sentimentale e perché – nonostante quello che si possa pensare – Virginia Woolf è (anche) una scrittrice
da uomini.
Se per qualcuno la signora Dalloway è l’emblema della donna frivola la cui unica preoccupazione è quella di comprare dei fiori, per Francesco Pacifico, protagonista di questo libro, Clarissa Dalloway è colei che meglio di tutti può insegnare che cos’è l’amore e soprattutto perché, nel nostro quotidiano, per gli innamoramenti che durano un momento o tutta la vita, è importante avere un’educazione sentimentale. Con tono cavalleresco e un linguaggio esatto e scanzonato, Francesco Pacifico dimostra di non avere paura di Virginia Woolf.
Con una magistrale capacità di dosare la tensione drammatica e scandagliare le pieghe più riposte dell’animo dei personaggi di Una giornata Nera, Aldo Costa cesella un piccolo grande gioiello narrativo che avviluppa il lettore nelle spire di una suspense sottile e implacabile.
Una brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È
comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un’afa opprimente. L’uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente. L’oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All’arrivo del conto, esorbitante, l’irritazione dell’uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all’attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno.
Vittima numero 2117 è l’ultimo romanzo di Jussi Adler-Olsen, uno dei più grandi nomi del crime scandinavo, vincitore del prestigioso Glass Key Award, tre volte dello statunitense Barry Award, del Premio Harald Mogensen per il miglior thriller danese e del Deutscher Krimipreise, la nuova indagine di Carl Mørck e della sua Sezione Q della Polizia di Copenaghen. Una serie da 20 milioni di copie, pubblicata in 42 paesi, dalla quale è in corso la trasposizione cinematografica da
parte del regista danese candidato all’Oscar Martin Zandvliet.
Il corpo senza vita di una donna mediorientale viene spinto a riva dalle onde lungo la costa di Cipro. Sul grande contatore della vergogna che si affaccia sulla spiaggia di Barcellona, è la vittima numero 2117 dei profughi che muoiono nel Mediterraneo. Ma la donna senza nome non è annegata mentre cercava di conquistare una vita migliore. È stata uccisa.
Quando Assad, l’enigmatico assistente di Carl Mørck, vede la foto della naufraga, ha un forte crollo nervoso. Per più di dieci anni, come una misteriosa forza della natura, ha lavorato alla Sezione Q sui casi dimenticati, ma ora è incapace di reagire.
Mentre ha inizio un estenuante conto alla rovescia per bloccare un attacco senza eguali al cuore dell’Europa, anche Carl Mørck e Rose si trovano ad affrontare l’inchiesta a più alto tasso emotivo che mai abbiano avuto tra le mani. Un’indagine sconvolgente, che porterà alla luce tutta la verità sul passato segreto di Assad, spingendo l’intera Sezione Q oltre i propri limiti.
La traduzione è di Maria Valeria D'Avino.
Infine Le affinità elettive di Johann W. Goethe. Il capolavoro narrativo di Goethe, insieme impietosa critica e riluttante celebrazione dell’amore romantico, nella nuova edizione a cura di Paola Capriolo, una grande scrittrice e studiosa.
Tra tutte le opere di Goethe, Le affinità elettive è forse la più ambigua, e
proprio qui risiede il suo fascino. Insieme impietosa critica e riluttante celebrazione dell’amore romantico, questo romanzo della maturità ci mostra con straordinaria esattezza psicologica il graduale irrompere del caos in un mondo ordinato. Le nitide geometrie ancien régime sulle quali si fonda inizialmente la vita dei personaggi vengono inesorabilmente travolte dal furore passionale che spinge Eduard e Ottilie l’uno verso l’altra; il tutto, però, riflesso nello specchio limpidissimo di uno stile che è l’opposto di quello del Werther e sembra negarne deliberatamente il vertiginoso abbandono. L’anziano poeta manovra i suoi simboli con rigore quasi scientifico, come si addice a un romanzo che prende in prestito dalla chimica il suo stesso titolo; ma oltre il cristallo che lo scherma con tanta cura, in ogni riga sentiamo divampare l’incendio degli affetti.