Il Saggiatore: novità in arrivo

 

apsaggtaiore-novembre-2019
Saggi e romanzi: musica, realtà virtuale, pianeti e spazio e molto ancora nei libri in uscita a novembre. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

 

Chiedimi scusa” di Eve Ensler è un romanzo molto particolare. Lo capite leggendo la sinossi. Scrittrice e attivista statunitense, i suoi libri sono tradotti in 50 paesi e le sue drammaturgie rappresentate in 140. È fondatrice e direttrice del V-Day e di One Billion Rising, movimenti globali contro la violenza sulle donne. Il Saggiatore ha pubblicato “Nel corpo del mondo” (2015) e “I monologhi della vagina” (2018).

Devo chiederti scusa, mia piccola Eve. Devo spiegarti come ho potuto oltrepassare il confine supremo, il tabù che stachiedimimi scusascritto nei nostri geni. Come ho potuto desiderare la mia bambina così appassionatamente, con tutto me stesso, con tutta la mia carne. I primi anni ho combattuto il desiderio, sai? Mi limitavo a entrare in camera tua e guardarti dormire. Ero innamorato della tua innocenza, della tua tenerezza angelica. Poi, quando avevi cinque anni, un giorno piangevi forte e io non sapevo più come consolarti, e ho cominciato ad accarezzarti Eve, accarezzarti dappertutto. Da allora non sono più riuscito a smettere. Ero penetrato in una nuova galassia di estasi: un viaggio senza ritorno oltre la morale umana. Ma quella volta – avevi nove anni – mi hai fatto arrabbiare così tanto, così tanto. Tutto il mio amore si è trasformato in rabbia quella volta. Quella notte. Quella notte ti ho stuprato con violenza. Quella notte ti ho tolto tutta la purezza di cui ero schiavo. Quella notte ti ho squarciato. Da allora non sono più riuscito a smettere. E così hai iniziato a svegliarti urlando terrorizzata. Non riuscivi più a fare pipì. Non riuscivi più a mangiare, a lavarti, a parlare. Eri come morta.
E poi…
Quanti uomini, quanti padri hanno mai chiesto scusa? Prestami la voce, Eve, per chiederti scusa. Di’ tu la verità per me. La verità rende liberi. Liberati, Eve, liberati finalmente di me.

Il regno dei fossili” di Davide Orecchio ci riguarda tutti. L’autore è nato l’anno dello sbarco sulla Luna a Roma, dove vive e lavora. Ha pubblicato “Stati di grazia” (il Saggiatore, 2014), “Mio padre è la rivoluzione” (minimum fax, 2017, Premio Selezione Campiello) e “Città distrutte” (Gaffi, 2012 e poi il Saggiatore, 2018, Premio Supermondello).
regno fossiliLa storia di Andreotti è la nostra storia e la storia d’Italia: un regno dei fossili in cui il vecchio resiste ostinatamente al nuovo. Ed è anche la storia di una ragazza, di nome Albina, che di questo supereroe ormai prossimo alla morte – di cui da bambina intravedeva la villa estiva dalla casa del nonno – fa la sua ossessione. Nel suo nuovo romanzo Davide Orecchio intreccia continuamente realtà storica e finzione; riporta alla luce, sotto mentite spoglie, pagine dei diari del presidente del partito di Dio, in cui l’orfano democristiano annotava come in un referto medico l’elettrocardiogramma dell’Italia – la fine della guerra, il piano Marshall, il rapimento di Aldo Moro –; insinua nella verità immagini inafferrabili di un presente che assomiglia al nostro e visioni da un futuro artificiale, in un’opera che si fa biografia impossibile di un uomo, di una nazione e, infine, di tutti noi.

Ci sono saggi che parlano di jazz, romanzi ambientati nel mondo del jazz, raccolte di articoli, acute analisi musicologiche, biografie di jazzisti. E poi c’è “Natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer. Libro unico e inafferrabile, oggetto letterario misterioso che sfugge e resiste a ogni tentativo di incasellarlo in un genere, testo metamorfico che muta a ogni nuova lettura. È un libro sul jazz, sull’influenza che questa musica ha avuto sulla società e la cultura occidentali, sulle vite di alcuni dei musicisti più importanti della storia, e lo fa con tanta vividezza che,cover Natura morta con custodia di sax secondo Jonathan Lethem, «si può sentire il whisky sulla lingua, annusare l’odore dei mozziconi di sigaretta, sentire i colpi di tosse fra una registrazione e l’altra». Ma è anche un libro sulla poesia, sulla fotografia, sugli sconfinati spazi americani che un Dyer giovanissimo attraversa in auto con la sua fidanzata, ascoltando jazz, solo jazz, mentre guidano sotto un cielo illimitatamente blu. È un libro sulla musica, e su come la musica può cambiare la vita. Sull’arte, sulla bellezza, sulla bellezza imprevedibile della vita. È, soprattutto, un libro sulla scrittura, che la scrittura prova a piegare fino a farla diventare suono; finché la parola si spoglia della sua rigidità dizionariale per diventare – in queste pagine che il New Yorker ha definito «notturne reverie musicali» – gioco, continua allusione, improvvisazione, sogno. «Il più importante libro che sia mai stato scritto sul jazz.»
Geoff Dyer è considerato uno dei più importanti scrittori inglesi contemporanei. Le sue opere di narrativa e saggistica sono state tradotte in ventiquattro lingue. Il Saggiatore ha pubblicato “Sabbie bianche” (2017), “Il colore della memoria” (2017) e “Zona” (2018).

Tutta la nostra storia è il racconto di un viaggio. Dalla caverna al bosco, oltre le montagne impervie, fin dentro il terrore degli abissi marini, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire. Fino a quando anche la Terra ha iniziato a starci stretta, e abbiamo rivolto il nostro sguardo sognante lassù, verso il cielo. Ancora più su, mai sazi di conoscenza: l’immenso cosmo, l’irraggiungibile spazio extragalattico. Ma come arrivarci, lassù? Come diventare esploratori dello spazio, turisti dell’infinito? Antonio Ereditato con “Guida turistica per esploratori dello spazio”, cosciente dei nostri attuali limiti tecnologici e materiali, ci imbarca in questa traversata affidandosi alle possibilità della fisica. Ci guida guida-turistica-per-esploratori-dello-spazio cpnella costruzione di una caravella spaziale, assembla un vero equipaggio capitanato da una AI, mette in valigia la relatività einsteiniana, l’antimateria, le leggi fondamentali e gli esperimenti realizzati con gli acceleratori di particelle, in un libretto d’istruzioni comprensibile per tutti. Poi si parte: tappa dopo tappa, sull’imperscrutabile Luna, tra le stelle che illuminano i nostri sogni, a due passi dal Sole, sulla soglia perigliosa di un buco nero, oltre i confini del Sistema Solare, ai margini impossibili dell’Universo. A tu per tu con il mostro cosmico Sagittario A* – il Re della Galassia –, nel mezzo dello sconosciuto nulla, tra Andromeda e la Via Lattea, affacciati dal finestrino della nostra caravella spaziale per ammirare per la prima volta ciò che non avremmo mai immaginato di vedere. Per fare infine ritorno sulla Terra quarantasette anni luce dopo, quando però, sul nostro pianeta, saranno trascorsi ben ventimila secoli. Cosa troveremo? Sarà la fine? No, forse solo l’inizio di una nuova, inaspettata avventura.
Antonio Ereditato è professore di Fisica delle particelle elementari presso l’Università di Berna e direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Centre for Fundamental Physics sempre a Berna. Svolge attività di ricerca al CERN di Ginevra, al Fermilab di Chicago e al J-PARC di Tokai, in Giappone, dove partecipa ai più importanti esperimenti internazionali sulla fisica delle particelle. Con il Saggiatore ha pubblicato “Le particelle elementari” (2017) e, insieme a Edoardo Boncinelli, “Il cosmo della mente” (2018).

Il termine «realtà virtuale» forse vi farà pensare a vecchi film come Il tagliaerbe o Matrix, ai romanzi di William Gibson oppure a enormi visori che rischiano di far sembrare molto stupido chi li indossa. In verità questa tecnologia ha continuato a evolversi nel corso degli anni ed è attualmente alla base dei più importanti esperimenti in campo medico, informatico e dell’intrattenimento.
In “L’alba del nuovo tuttoJaron Lanier spiega lo sviluppo della realtà virtuale è indissolubilmente legato alla sua vita, quasi romanzesca. A soli tredici anni si iscrive all’università, studia matematica, musica e programmazione e vivel-alba-del-nuovo-tutto in una cupola geodetica che ha costruito insieme al padre. Poi si mette in viaggio per la California su una macchina mezza distrutta e approda nell’epicentro creativo della Silicon Valley, dove fonda vpl Research, la prima azienda al mondo a sviluppare interfacce e software per la realtà virtuale.
L’autore è un pioniere dell’informatica, musicista e scrittore, famoso per il suo lavoro di ricerca sulla Realtà virtuale. Ha contribuito allo sviluppo di startup poi acquisite da Google, Adobe e Oracle, e attualmente lavora a un grande progetto, non ancora reso noto, per Microsoft Research. Nel 2010 Time lo ha inserito tra i cento pensatori più influenti del nostro tempo.
Il nuovo saggio di Jaron Lanier è un atto d’amore totale nei confronti del progresso tecnologico e delle sue potenzialità. Nel racconto di Lanier la realtà virtuale è un sogno lucido condiviso da più individui, lo spazio in cui possiamo mettere a frutto la nostra creatività e, al tempo stesso, la chiave per amare ancora di più la nostra esistenza reale. I mondi virtuali che ci attendono nel futuro non saranno un luogo di fuga in cui ottundere le nostre menti, ma un laboratorio in continua evoluzione dove sviluppare le nostre capacità e comunicare e interagire con gli altri. E la creazione di questi mondi può essere considerata una vera e propria forma d’arte, che fonde i linguaggi della programmazione con quelli della musica e del cinema.
In un’epoca segnata dall’ingerenza degli algoritmi nella nostra vita e dai timori legati alle intelligenze artificiali, L’alba del nuovo tutto è una salutare ventata di ottimismo, il manifesto di una visione radicalmente positiva della tecnologia che mette al centro gli esseri umani e le loro emozioni.
(MZ)

 

 

 

 

 

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