Libri in ordine sparso

 

 

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Non solo novità, romanzi pubblicati nel corso del 2021 da piccole e medie case editrici, di autori noti e di meno famosi.

 

Non solo novità, romanzi pubblicati nel corso del 2021 da piccole e medie case editrici, di autori noti e di meno famosi, insomma libri in ordine sparso.

Ogni creatura è un'isola” di Andrea De Spirt, Il Saggiatore, sarà in libreria il 3 febbraio.
Come si può colmare il vuoto della solitudine quando ti avvolge da ogni lato come il mare avvolge uno scoglio? Se lo chiede il protagonista diisola-creaturaquesta storia, che si è trasferito su un’isola remota sperando di trovare risposte sulla scomparsa, proprio su quelle sponde, del fratello F, forse suicida. La verità però sembra lontana, nascosta dai silenzi degli abitanti del posto; oscura come le pagine del libro che il fratello ha lasciato incompiuto e di cui lui sta cercando di scrivere un finale; ineffabile come le paure che lo paralizzano e lo spingono a chiudersi sempre più in se stesso; irraggiungibile, come l’isola a forma di balena che osserva dalla riva. Almeno fino a quando non incontra J, una ragazza in sella a una bicicletta rossa, che sembra nascondere la chiave per capire cosa sia successo a F e per sciogliere la patina di incomunicabilità di cui è prigioniero.

Nato a Venezia nel 1989, attualmente vive a Milano, in questo romanzo d’esordio Andrea De Spirt dona una nuova lingua alla solitudine: una scrittura sottile e trasparente come il ghiaccio che copre le onde, dentro la quale ognuno di noi può trovare il proprio riflesso.

Con “Il giallo del gallo” di Francesco Bozzi per Solferino, torna Saverio Mineo l’esilarante e umano antieroe del giallo giallo gallo italiano.
Al commissariato di Terrasini-Cinisi è in corso una guerra. Contro la malavita, visto che gli omicidi si susseguono? Niente affatto: contro la vile mano anonima che continua a disseminare di 800A i muri del paese, in barba a tutte le telecamere di sicurezza. È questo il cruccio principale del commissario Saverio Mineo, oltre a sua moglie naturalmente. Ma se fosse tutto qui, forse gli resterebbe un po’ di tempo per la sua attività principale, leggere la «Gazzetta dello Sport».

E invece, una nuova ondata di delitti sembra scatenarsi apposta per rovinargli le giornate: tre omicidi che richiedono indagini rischiose, con la comparsa sulla scena di un gallo da combattimento assai aggressivo e, in un altro caso, addirittura di un vampiro.
Tra un imprescindibile acquisto di scamorze e una visita al bar per rievocare storie di eccentriche glorie del calcio, il commissario riesce comunque a inchiodare i colpevoli, grazie al suo udito prodigioso e all’ormai leggendaria distrazione creativa che gli fa trovare il bandolo della matassa mentre pensa ad altro.
Ma questo imbrattatore di muri che lo perseguita lo fa sudare, e sembra sfuggirgli dalle mani.

Francesco Bozzi è autore televisivo, radiofonico e sceneggiatore. Ma è molto più noto come «l’immortale creatore del commissario Mineo». Per Solferino ha pubblicato “L’assassino scrive 800A" (2020).

Il cactus non ha colpa” di Roberta Marcaccio, Triskell Edizioni, è disponibile in versione cartacea e digitale.
Alla soglia dei quarantacinque anni Rebecca perde l’unico amore a cui ha dedicato vita, anima e cuore. Il suo lavoro. Una lettera, consegnataleil cactus non ha colpapersonalmente dall’amministratore delegato dell’azienda per cui lavora, cancella ventiquattro anni di carriera e la mette di fronte alla scelta più difficile che abbia mai dovuto affrontare: rimanere fedele a se stessa e chiudere per sempre una porta alle sue spalle.
Una carriera fatta di rapporti umani, sedi di lavoro diverse, dalla Romagna al Piemonte, fino alla Valle d’Aosta, legami più o meno forti coi colleghi, amicizia e passione per un lavoro che a tratti diventa preponderante su tutto. La storia di Rebecca è brutalmente attuale. Lo ascoltiamo al telegiornale, lo leggiamo sui quotidiani ma quando capita diventa un duro rospo da ingoiare. Rebecca, Giuliano, Ilaria, Vittorio, non necessariamente in quest’ordine, sono i protagonisti di una vicenda in cui tante persone possono identificarsi. Il lavoro per molti è rifugio, consolazione, passione, si investono anni di vita e quando vengono a mancare certe condizioni ci si sente traditi, come se lo facesse l’amore della nostra vita.
Che strada sceglierà Rebecca? Riuscirà a dare una nuova direzione alla sua vita?

Roberta Marcaccio vive in Romagna. Ha pubblicato diversi romanzi, ha collaborato con la rivista Il Colophon e nel 2015 ha ricevuto il diploma di merito per il racconto “L’Hotel Rimini” al concorso Scintille in 100 parole.

dispassioneDispassione” di Maria Laura Rosati, Liberilibri edizioni, narra il distacco estremo dal mondo. La parola dispassione nel vocabolario della lingua italiana non esiste, l’autrice ha italianizzato un termine preso in prestito dall’inglese: dispassion, ovvero “distacco”, “freddezza”.
Protagonista della storia raccontata in prima persona è Fiamma, una donna cattiva, politicamente scorretta, afflitta da mille ossessioni. Fiamma conduce una vita solitaria, non le interessa la compagnia di nessuno, e sopporta a malapena anche Valeria, l’unica amica che prova nonostante tutto ad aiutarla e a rimanerle vicina. Dietro questa corazza apparentemente impenetrabile si nasconde però un'enorme sofferenza: da vent’anni Fiamma ha perso la memoria a causa di un evento traumatico che ha completamene rimosso, e non ricorda nulla della vita precedente. La sua mente è piena di buchi e solo a sprazzi riemergono in lei immagini e sensazioni legate al passato.
Un breve viaggio fuori città, affrontato controvoglia, si rivelerà invece l’occasione inaspettata per intraprendere un lungo e doloroso viaggio a ritroso che la condurrà, passo dopo passo, alla scoperta di una verità sconvolgente. In un’incalzante successione di eventi il lettore assiste, attraverso i pensieri bislacchi di Fiamma e i fulminanti dialoghi con gli altri personaggi, all’evoluzione imprevedibile di una storia colma di dubbi, paure e disperazione.
L’illustrazione in copertina è di Fabian Negrin.

Infine, due pubblicazioni di Fandango Libri: “I tonni nuotano in scatola” e “L’uccello del paradiso”.

Dopo il brillante esordio “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore”, Carla Fiorentino torna al romanzo con “I tonni nuotano in scatola”,i tonni non nuotano in scatola scegliendo la sua Sardegna, terra burbera e riservata, e uno dei suoi riti più antichi come ambientazione, la tonnara. Un romanzo avvincente che ha il colore smeraldo del mare e l’odore rosso del sangue, in grado di coniugare risate e lacrime attraverso una galleria di personaggi che restano nel cuore.
Violetta detta Vetta, giornalista di viaggi in una redazione romana, si è fatta spedire dal suo capo nell’isola della sua infanzia, Carloforte, dopo aver trovato nella giacca del fidanzato una scatoletta: una scatoletta da anello di fidanzamento. Terrorizzata dalla prospettiva del matrimonio, oltre che dal tradimento di Federico con cui si erano sempre detti che mai e poi mai si sarebbero convinti a quel “mercimonio orrendo”, Vetta approda sull’isola pronta a scrivere un reportage leggero sulla tonnara e a godersi qualche giorno da sola, immersa nei colori e nei sapori che tanto le sono mancati. Il suo cicerone è Pietro, sommozzatore silenzioso e affascinante che accetta di portarla con sé durante la mattanza, dopo aver casualmente diviso con lei un piatto di “cascà”. Solo che quello che doveva essere un innocuo reportage si trasforma in un’indagine piena di misteri, dal momento in cui Vetta in mezzo ai tonni intravede il corpo di una donna e urla. Tutti sull’isola tentano di distoglierla dal cercare la verità, da Tango – lo spinone di Pietro – che sembra quasi pedinarla a Caterinetta, l’anziana proprietaria della casa in cui alloggia, che la mette in guardia dal paese che tutto sa e che se vuole nasconde.

luccello del paradiso“L’uccello del paradiso” di Luca Scarlini -scrittore, drammaturgo per teatri e musica, narratore, performance artist- rende omaggio a un sognatore del desiderio, che si pensò uomo, donna, ibis, dea: appunto uccello del Paradiso.
Mario Mieli (1952-1983) nel suo volo rapidissimo, bruciando limiti e barriere, ha sempre celebrato l’onnipotenza del desiderio, esplorandone aspetti a lungo proibiti e ora decisamente tabù. L’uccello del paradiso parte da una definizione di Mieli data dallo psicanalista e scrittore Elvio Fachinelli, che molto sostenne il magistrale progetto dei Travestiti di Lisetta Carmi. Con questo termine seducente, egli rendeva omaggio al travestimento, alla capacità istrionica a teatro, alla dialettica sorprendente. Eppure al di sotto del percorso di una figura capitale del pensiero queer d’Occidente sta un sottofondo antico, per questo nel Risveglio dei faraoni, proibitissimo romanzo a chiave, da lui stesso ostacolato e poi bloccato dalla famiglia, torna ossessiva la mitologia egizia, che percorre da un lato all’altro del Novecento l’opera di scrittori rivoltosi, che non rispettavano ruoli preconcetti o figure di comodo. Il mondo antico fu chiave per raccontare l’omosessualità per Oscar Wilde, per il barone von Gloeden, per il barone Fersen a Capri, pionieri di una sessualità alternativa, per Aldo Mieli, lontano parente, che negli anni Venti e Trenta portò in Italia clamorosamente le ricerche di Magnus Hirschfeld e venne per questo poi perseguitato dal fascismo e costretto all’esilio.
A cura di MZ

 

 

 

 

 

 

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