In arrivo in libreria

 

apertura agosto

Marco Amerighi, Robert Jones, Jr, Percival Everett e Joseph McElroy un poker di autori che scava nell’animo umano.

 

“Randagi” di Marco Amerighi, edizioni Bollati Boringhieri, ha avuto apprezzamenti da scrittori e critici. Personalmente mi fido della casa editrice.

A Pisa, in un appartamento zeppo di quadri e strumenti musicali affacciato sulla Torre pendente, Pietro Benati aspetta di scomparire. A quanto dice sua madre, sulla loro famiglia grava una maledizione: prima o poi tutti i Benati maschi tagliano la corda e Pietro – ultimogenito fifone e senza qualità – non farà eccezione. Il primo erarandagistato il nonno, disperso durante la guerra in Etiopia e rimpatriato l’anno dopo con disonore. Il secondo, nel 1988, quello scommettitore incallito del padre, Berto, tornato a casa dopo un mese senza il mignolo della mano destra. Quando uno scandalo travolge la famiglia, Pietro si convince che il suo turno è alle porte. Invece a svanire nel nulla è suo fratello maggiore Tommaso, promessa del calcio, genio della matematica e unico punto di riferimento di Pietro; a cui invece, ancora una volta, non accade un bel niente. Per quanto impegno metta nella carriera musicale, nell’università o con le ragazze, per quanto cambi città e nazione, per quanto cerchi di tagliare i ponti con quel truffatore del padre o quella ipocondriaca della madre, la sua vita resta un indecifrabile susseguirsi di fallimenti e delusioni. Almeno finché non incontra due creature raminghe e confuse come lui: Laurent, un gigolò con il pallino delle nuotate notturne e l’alcol, e Dora, un’appassionata di film horror con un dolore opposto al suo. E, accanto a loro, finalmente Pietro si accende. Con una trama ricca di personaggi sgangherati e commoventi, e una voce in grado di rinnovare linguaggi e stili senza rinunciare al calore della tradizione, Randagi è un abbagliante romanzo sulla giovinezza e su quei fragilissimi legami nati per caso che nascondono il potere di cambiare le nostre vite. Un affresco che restituisce tutta la complessità di una generazione: ferita, delusa e sradicata dal mondo, ma non ancora disposta a darsi per vinta.
In libreria dal 26 agosto.

Marco Amerighi vive a Milano, dove lavora come traduttore, editor e ghostwriter per varie case editrici. Le nostre ore contate (2018), il suo romanzo d’esordio, ha vinto il premio Bagutta Opera Prima ed è stato pubblicato in Francia. Randagi è il suo secondo romanzo.

“I profeti” di Robert Jones, Jr, edizioni Frassinelli, racconta la relazione tra due giovani uomini omosessuali e schiavi che lavorano in una piantagione di cotone del sud degli Stati Uniti.
Un brillante romanzo d’esordio che ha già reso l’autore una delle voci più interessanti della narrativa americana. Il romanzo ha esordito ai primi posti della classifica del New York Times e conquistato i critici. Una scrittura di qualità e personaggi memorabili.

i-profetiIsaiah era di Samuel e Samuel di Isaiah. Era così sin dal principio, e doveva essere così fino alla fine. Nella fattoria badavano agli animali, ma anche a se stessi, trasformando il capannone in un posto per rifugiarsi, un luogo di intimità e speranza in un mondo governato dai padroni. Ma quando un uomo più anziano, un altro schiavo, inizia a ottenere consensi nella piantagione predicando la religione del padrone, la solidarietà e il supporto da sempre presente nel gruppo si incrina e gli schiavi iniziano ad allontanarsi. L’amore tra Isaiah e Samuel, che una volta sembrava essere così semplice, inizia a essere visto nell’ottica del Cristianesimo come un peccato e un forte pericolo per l’armonia della piantagione.
I profeti è un racconto polifonico con molti personaggi che raccontano la storia dei due uomini ma anche la situazione degli schiavi: da Amos, il predicatore; Maggie, la governante della Grande Casa; gli schiavi; la crudele moglie del padrone, che vaga per i campi come un fantasma prendendosi tutto ciò che il suo appetito le sussurra.
Un romanzo che ricorda le atmosfere di Toni Morrison e che con una narrazione emotiva e d’impatto racconta la vita in schiavitù, la differenza tra le generazioni passate e future, la forza delle donne che spesso hanno portato sulle spalle la vita e l’anima delle piantagioni. Un romanzo che parla di dolore, di eredità, ma anche di speranza, bellezza e del grande potere dell’amore.
In libreria il 28 settembre.

Robert Jones, Jr. è nato e cresciuto a New York. Ha frequentato il Brooklyn College ottenendo una laurea con lode in scrittura creativa e un Master in narrazione. Ha scritto e collaborato con diverse testate, tra cui il New York TimesEssenceOkayAfricaThe Feminist Wire e The Grio. È il fondatore della community social sulla giustizia sociale “Son of Baldwin”. È recentemente stato ritratto nella storia di copertina di T Magazine “Gli scrittori di colore dei nostri tempi. I profeti è il suo romanzo d’esordio.

Telefono” di Percival Everett, edizioni La nave di Teseo con la traduzione di Andrea Silvestri, è Finalista Premio Pulitzer 2021.

Un romanzo, tre diversi finali. In libreria dunque l'ignaro lettore troverà tre diverse edizioni, apparentemente indistinguibili se non per un piccolo dettaglio, e avrà il finale che la sorte gli ha riservato. Un libro che rivela tutto il genio di uno dei più eclettici scrittori contemporanei e dimostra quanto l'immaginazione possa entrare nelle pieghe più intime delle nostre esistenze.

“Ero lì per salvare qualcuno, chiunque. Ne avevo bisogno”.
Un biglietto ritrovato in una giacca acquistata online pone di fronte a una scelta decisiva Zach Wells, docente ditelefonogeologia con una vita fino a quel momento tranquilla, sebbene percorsa da un fiume sotterraneo di irrequietudine. Quando la sua esistenza viene sconvolta da una terribile scoperta, Zach decide di prendere sul serio la richiesta di aiuto contenuta in quel misterioso biglietto, come se tentare di salvare uno sconosciuto fosse l’unico modo per tentare di salvare se stessi. Tra Los Angeles, una caverna nel Grand Canyon, il deserto del New Mexico e Ciudad Juárez, al di là del confine, Zach proverà a dare un senso al proprio dramma imbarcandosi in un’impresa donchisciottesca senz’altro aiuto che quello offerto da un improbabile cenacolo di aspiranti poeti.

Un romanzo di sentieri che si biforcano, in cui le suggestioni paleontologiche e scacchistiche si fondono alle prove estreme di una famiglia e di un matrimonio, le domande esistenziali di un uomo al mistero delle donne scomparse nella “città del Male”. Finalista al premio Pulitzer 2021, Telefono è un’opera intensa ed emozionante sulla mancanza e la perdita, ma soprattutto sull’opportunità di riscatto che può nascere dalle difficoltà.
Il libro è già disponibile in versione cartacea e digitale.

Percival Everett, nato nel 1956, autore e professore presso la University of Southern California, ha scritto numerosi libri, tra i quali: Cancellazione (2001), Deserto americano (2004), Ferito (2005), La cura dell’acqua (2007), Non sono Sidney Poitier (2009), Percival Everett di Virgil Russel (2013), Quanto blu (La nave di Teseo, 2020). Ha ricevuto lo Hurston/Wright Legacy Award e il PEN Center USA Award for Fiction. Vive a Los Angeles.

Donne e uomini” di Joseph McElroy, edizioni Il Saggiatore, è la prima traduzione al mondo del capolavoro di McElroy, fraterno per ambizione e magnitudine a Underworld di DeLillo e Infinite Jest di D.F.Wallace: un romanzo-acceleratore che trasforma la materia informe dell’esperienza umana, in tutta la sua vorticosa inspiegabilità, in luce.

donne-e-uominiNew York, anni settanta. In un condominio abitano Grace, che organizza workshop di meditazione corporea, e Jim, un giornalista specializzato in tecnologia. Il sonno di lei viene invaso dai sogni di lui, tra i quali una visione ricorrente in cui uomini e donne vengono uniti «colloidalmente» e spediti a vivere nello spazio come una cosa sola. Eppure, nonostante questo legame arcano, i due non si incontrano mai.

Joseph McElroy delinea il ritratto plurigenerazionale di un’America atomizzata, suggerendo una parabola sorprendente che va da un West di antiche credenze e guaritori indigeni a un futuro fantascientifico di fusioni umane, e ci immerge nell’infinito magma delle relazioni che sempre uniscono le donne e gli uomini, il singolo e la collettività, la vita e il potere.
In libreria dal 23 settembre

Joseph McElroy, nato a New York nel 1930, è autore di nove romanzi e di molti racconti, saggi e recensioni. È considerato uno dei maggiori esponenti del postmodernismo americano e ha vinto prestigiosi premi letterari, tra cui l’Arts and Letters Award per la letteratura nel 1977. In Italia ha pubblicato Plus (2001) e Exponential (2003), entrambi con Bollati Boringhieri.

 

 

 

 

 

 

 

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