Ma quanti bei libri in arrivo…

 

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Una selezione di pubblicazioni in arrivo tra aprile e maggio sugli scaffali delle librerie e negli store online, anche un inedito di Scerbanenco.

 

Lingua e essere” di Kübra Gümüsay per Fandango Libri, insegue un desiderio: un linguaggio che non riduca le persone a categorie. Immaginiamo che la lingua sia un museo, dove si impara a conoscere presente e passato, oggetti e idee, sensazioni e sentimenti, e si imparano anche i nomi delle cose. Nelle sue sale, alcuni di noi camminano indisturbati, sono le persone “normali”, coloro a cui non viene assegnato un nome unico che li definisca; altri invece sono etichettati, catalogati, ricondotti a gruppi – la donna, il musulmano, il gay, la lesbica, la persona disabile, il nero, l’ebreo – che ne semplificano la complessità.
Kübra Gümüsay esplora la questione di come il linguaggio modella il nostro pensiero e determina la nostra visione politica. Dimostra come le persone diventano invisibililingua-e-essere---copertina come individui se sono sempre viste come parte di un gruppo e possono esprimersi solo come tali.
Ma come possono le persone parlare davvero come persone? E come possiamo tutti noi – in un momento di discorsi sempre più violenti e pieni di odio – comunicare gli uni con gli altri in modo diverso?
Attraverso la lingua e l’uso spesso inconsapevole che se ne fa, Kübra Gümüsay racconta la società contemporanea che si dice multiculturale, e chiarisce come l’unico modo per usare la lingua in senso realmente democratico sia comprenderne le valenze politiche e capirne i meccanismi.
Cosa significa legittimare come fossero opinioni discorsi razzisti, xenofobi, violenti che colpiscono le minoranze, le donne, le persone marginalizzate?
Cosa significa per chi non è nella “norma” dover spiegare continuamente se stesso, le proprie scelte, la propria religione, il modo in cui ci si veste e chi si ama? In un saggio lucido e schiettissimo, a partire dalla propria esperienza e da quella dei molti con cui si è confrontata negli anni, Gümüsay rimette la lingua al centro del nostro agire politico e denuncia come l’incitazione all’odio, la violenza verbale abbiano conseguenze che nessuno può permettersi di non prendere in considerazione.
Il libro è disponibile dal 15 aprile in versione cartacea e digitale.

Kübra Gümüsay, nipote di lavoratori turchi emigrati in Germania, è una delle giornaliste e attiviste più importanti del suo paese. Ha studiato Scienze Politiche ad Amburgo e alla School of Oriental and African Studies di Londra. Ha collaborato con diverse testate e ricevuto numerosi premi per aver lanciato campagne di opinione che stimolano a un discorso politico costruttivo online e offline, e per le sue battaglie contro le discriminazioni, la violenza sulle donne e l’hate speech.

Coco Chanel Una donna del nostro tempo” di Annarita Briganti per Cairo Editore racconta la grande stilista attraverso le “sue” guerre. Quelle di Coco Chanel sono state almeno quattro: due conflitti mondiali, le battaglie sindacali degli anni Venti e Trenta, e la guerra contro i suoi fantasmi. Questa, la più cruenta di tutte, comincia con l’abbandono da parte del padre, prosegue con l’infanzia lontana dalla famiglia, «esiliata» in un convento di suore – che però, conquistato il benessere, sosterrà economicamente – e poi con la perdita di un grande amore, il più grande, e con la rinuncia a una casa vera e propria per trasferirsi al Ritz, dove il fermento quotidiano di un albergo spera possa tenere a bada il silenzio, la solitudine che da semprecoco chanell’assediano.
Regina del jet-set intellettuale nella Parigi d’oro degli artisti, creatrice di uno stile immortale, diva delle sfilate internazionali, frequentatrice delle stanze del potere, amata da musicisti, poeti, aristocratici, forse in realtà Chanel ebbe due unici amici veri: le forbici d’argento che portava al collo, e i suoi libri. In una narrazione che all’intensità della ricerca unisce una concezione viva della memoria quale dimensione non del passato, ma del presente, Annarita Briganti conduce il lettore in un vero e proprio incontro con una donna che a mezzo secolo dalla scomparsa appartiene ancora, e pienamente, al nostro tempo. Nel suo racconto, i luoghi attraversati e i sentimenti vissuti fanno brillare gli eventi storici di luce propria, restituendoci la persona Chanel al di là dell’icona, le sue verità oltre le leggende e le polemiche, la sua forza oggi che, come mai prima, ne avvertiamo il bisogno.
Il libro è disponibile in versione cartacea e digitale.

Annarita Briganti è giornalista culturale per Repubblica e Donna Moderna, scrittrice, traduttrice. Per Cairo sono usciti i suoi tre romanzi: “Non chiedermi come sei nata” (2014, vincitore del Premio Comoinrosa Opera Prima, poi divenuto uno spettacolo teatrale scritto dall’autrice), “L’amore è una favola” (2015) e “Quello che non sappiamo” (2018). Sempre per Cairo è uscito il suo primo saggio: “Alda Merini. L’eroina del caos” (2019, tra i vincitori del Premio internazionale di letteratura Città di Como per la Saggistica, diventato anche uno spettacolo teatrale).

L’anomalia” di Hervé Le Tellier con la traduzione di Anna D’Elia per la Nave di Teseo è molto particolare. Vincitore del Premio Goncourt 2020 è imprevedibile: la letteratura sfida la logica, la scienza, tutto quello in cui crediamo. Hervé Le Tellier racconta la verità e i suoi inganni, alla ricerca dell'anomalia nascosta che può sfiorare la vita di ognuno di noi.

Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessile-tellier lanomaliapasseggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare. Le indagini degli Stati Uniti e delle altre potenze scatenano una caccia all’uomo planetaria per rintracciare i misteriosi doppi di tutte le persone a bordo. Ma durante quei tre mesi fatali, le vite di alcuni di loro sono cambiate per sempre: chi ha combattuto un male incurabile, chi ha raggiunto il successo soltanto dopo un gesto estremo, chi ha trovato l’amore e chi si è lasciato per sempre, chi ha finalmente affrontato le sue bugie. Tutti credevano di avere una vita segreta. Nessuno immaginava fino a che punto fosse vero.
Il romanzo è disponibile in versione cartacea a digitale.

Hervé Le Tellier è uno scrittore, poeta e linguista francese, membro dell'OuLiPo, le cui opere sono basate sull'utilizzo di limitazioni formali, letterarie o matematiche. Nato a Parigi, Le Tellier ha iniziato la sua carriera come giornalista scientifico, e si è unito Oulipo nel 1992.

Dopo 50 anni, per la prima volta, con La Nave di Teseo esce “La luna sulla pineta” con la firma di Giorgio Scerbanenco, un fulminante romanzo noir pubblicato sotto pseudonimo nel 1961. Il romanzo, arricchito dall’introduzione di Cecilia Scerbanenco, racconta l’Italia prima del boom come un grande gangster movie americano, alla “Giungla d’asfalto” e “La stangata”.

Clemente e Anna Mareschi sono costretti a lasciare il paesino alla periferia di Treviso, dopo che il padre, uno dei migliori incisori d’Italia, resta coinvolto in una misteriosa storia di banconote false. Partono in pieno inverno, diretti a Viareggio, dove trovano ad scerbanencoattenderli un poliziotto, Mauro, che chiede la loro collaborazione per sgominare una banda di falsari internazionali. Clemente rifiuta perché non vuole avere più nulla a che fare con la storia disgraziata del padre, ma quando si presenteranno proprio gli affascinanti emissari della banda di falsari, sarà difficile resistere alle loro proposte per far fronte alle difficoltà economiche della nuova vita. Un romanzo avvincente come un gangster movie che getta due ragazzi (quasi) innocenti nel mondo spietato della criminalità organizzata, dove tra amori fatali, soldi, eccessi e la musica di Elvis Presley, sarà sempre più difficile distinguere i buoni dai cattivi.
Il romanzo sarà disponibile a maggio in versione cartacea, non sappiamo se ci sarà anche quella digitale. Al momento non possiamo nemmeno proporvi la copertina, c’è solo una foto dell’autore.

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, cresce a Roma ma ancora adolescente si stabilisce a Milano. Negli anni ’30 del secolo scorso approda nell’editoria come collaboratore alla Rizzoli e in seguito come caporedattore dei periodici Mondadori, per tornare in Rizzoli nel dopoguerra come direttore dei periodici femminili. Collabora con i maggiori quotidiani e riviste dell’epoca, tra cui il “Corriere della Sera”, “La Gazzetta del popolo”, “il Resto del Carlino” e “Novella”. Scrittore prolifico, ha sperimentato tutti i generi della narrativa ed è riconosciuto come uno dei maestri del giallo italiano, consacrato dal successo della serie di romanzi con protagonista Duca Lamberti e dall’assegnazione del Grand Prix de littérature policière nel 1968. Tra i suoi libri ricordiamo “Venere privata”, “Traditori di tutti”, “Milano calibro 9”, “I milanesi ammazzano al sabato”, “Ladro contro assassino”. Tutta la sua opera è in corso di pubblicazione presso La nave di Teseo.

Quello che non sai” di Susy Galluzzo per Fazi pone domande inquietanti.
Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre? Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima?

Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola.
quello-che-non-saiDopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare.
Viaggio negli equilibri precari di una famiglia all’apparenza perfetta, Quello che non sai è un romanzo sulla maternità e sul timore di non essere mai all’altezza. Attraverso la storia di un distacco necessario, narrata in un crescendo di sentimenti contrastanti, l’autrice inscena il fallimento personale della protagonista cambiando continuamente prospettiva in un gioco psicologico complesso e molto appassionante.
Il romanzo è disponibile in versione cartacea e digitale.

Susy Galluzzo è nata in Calabria ma vive a Roma da molti anni. È laureata in Giurisprudenza e svolge la professione di avvocato. Ha iniziato a scrivere questo libro dopo la scomparsa della madre.

Non ho molto tempo” di Grazia Verasani per Marsilio è un ritratto inedito e profondo del grande maestro Ezio Bosso a un anno dalla scomparsa.

«Non sei uno che lascia il campo, non lo avresti mai fatto, se non per uno scopo preciso: continuare a coltivare un altro senso, un’altra musica, un altro messaggio. Un’eredità che in qualche modo deve attraversarci, al di là delle sale che ti intitoleranno e altri premi postumi. Una lezione di libertà che deve perpetuarsi in qualche modo. Mentre adesso manchi più dell’aria che hai disegnato mille volte con le dita, agitando quelle tue bellissime mani ferite. O erano ali?»
Grazia Verasani, il Resto del Carlino

Alla morte prematura del compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, Grazia Verasani decide di scrivere un diario a posteriori per raccontare la loro amicizia, improvvisa e solida, come spesso sono le amicizie tardive. Da questo gesto memoriale, affettivo, altrettanto improvviso e solido, viene fuori il ritratto inedito e forte di un uomo straordinario, non solo sul palco, ma anche al tavolo di un’osteria. Un uomo che non-ho-molto-tempoha testimoniato, con ogni sua azione, ogni sua intemperanza, ogni sua parola o nota, che la vita è fatta per discutere, che gli amici sono fatti per discutere, che la musica è fatta di punti e contrappunti, cosi come l’amore. È difficile scrivere di persone morte alle quali si è voluto bene senza tentare, come scriveva Yourcenar, di legarle al carro dei vivi, è difficile scriverne senza sottolineare le loro qualità per cancellarne i difetti, è difficile, insomma, lasciarli umani.
Il libro sarà disponibile in versione cartaceo e digitale dal 13 maggio 2021.

Grazia Verasani è nata a Bologna l’8 luglio 1964, città dove vive. È autrice di romanzi, pièce teatrali, sceneggiature, ed è musicista. Ha cominciato a pubblicare racconti su riviste e quotidiani nella fine degli anni ‘80, grazie al sostegno di Gianni Celati, Roberto Roversi e Tonino Guerra, Stefano Benni.
Il suo romanzo “Quo vadis baby?” (Oscar Mondadori 2004, poi Tascabile Feltrinelli) è un noir da cui nel 2005 il regista premio Oscar Gabriele Salvatores ha girato l’omonimo film e prodotto la serie tv Sky diretta da Guido Chiesa.
Gli altri quattro romanzi con la stessa protagonista (l’investigatrice privata Giorgia Cantini) sono: “Velocemente da nessuna parte”, “Di tutti e di nessuno” (entrambi Tascabili Feltrinelli), “Cosa sai della notte” (Feltrinelli, 2012), “Senza ragione apparente” (Feltrinelli, 2015). Sempre per Feltrinelli, nel 2008 è uscito “Tutto il freddo che ho preso”.
Nel 2013, Gallucci pubblica la sua raccolta di racconti dedicati alla musica dal titolo “Accordi Minori”. E nel 2014 esce il romanzo di successo “Mare D’Inverno” (Giunti).
I suoi libri sono tradotti in vari paesi tra cui Francia, Germania, Russia. Molti suoi racconti fanno parte di numerose antologie italiane e straniere. Per Giunti, nel 2016 è uscito il romanzo “Lettera a Dina”. Nel settembre 2017, pubblica il romanzo “La vita com’è” per La Nave di Teseo.
Collabora con riviste, quotidiani, e come sceneggiatrice per il cinema. Ha studiato pianoforte classico e vinto il Premio Recanati nel 2005 per la canzone d’autore, a cui è seguito il cd Nata Mai per la BMG e collaborazioni con vari artisti tra cui Paola Turci, Nada, Elio e le Storie Tese. Nel 2010 è uscito il suo cd Sotto un cielo blu diluvio.

I gatti perduti di Homs” di Eva Nour per Piemme è un atto di protesta e una dichiarazione d’amore.
«In arabo un gatto ha sette anime. Nella nostra lingua invece ha nove vite. Tu probabilmente hai nove vite e sette anime, perché altrimenti non so come avresti fatto a cavartela finora.»

Una foto scattata per strada, a Homs, in Siria. Le macerie intorno. Due bambini, uno in punta di piedi su una bicicletta scalcinata, l’altra con un gatto randagio stretto al petto. gattiperdutihomsUna ordinaria scena di gioco tra le bombe, in un paese che sta cadendo a pezzi, catturata per caso dall’obiettivo della macchina fotografica. Sami ha sempre avuto la passione della fotografia, e di immagini come queste ne ha fotografate tante. Finché si è reso conto che non era abbastanza. La Siria in cui è cresciuto era un paese come tanti. I bambini andavano a scuola, i gatti giravano furtivi per le strade di campagna, gli amori sbocciavano. Finché la guerra non ha cambiato tutto. È stato allora che Sami ha capito che non voleva avere paura e non voleva accettare quello che stava succedendo in un paese il cui governo trucida i suoi stessi cittadini.
Comincia così il suo viaggio di dissidenza, di ribellione, fino all’esilio e alla richiesta di asilo politico in Francia. Ma anche da così lontano Sami porterà sempre nel cuore quel paese in cui un tempo per strada passeggiavano i gatti, come in ogni paese normale.
Il romanzo sarà disponibile in versione cartacea dal 21 aprile.

Eva Nour è lo pseudonimo dell’autrice svedese che ha conosciuto il vero “Sami” (diventato, nella vita reale, il suo compagno) e ha deciso di raccontare la sua storia, rischiando coraggiosamente di mettere in pericolo la vita di entrambi. Piccolo caso editoriale in Svezia, è stato pubblicato con successo anche in Inghilterra, ed è in corso di traduzione in tutta Europa.

Ararat” di Louise Glück per Il Saggiatore parla del lutto.
Camminiamo in un cimitero: i fiori incoronano una lapide, la tomba di una persona cara. Ci muoviamo sull’erba schiacciata dai piedi dei tanti che, come noi, procedono disorientati tra le tombe. Ripensiamo a ciò che è stato e, all’ombra di un faggio rosso, udiamo ancora una volta le nostre risate e i nostri pianti di bambini, la ninnananna sommessa di una madre che culla un figlio, il canto di un uccello che trafigge il silenzio araratdi un padre, il nostro. Ararat è un commovente ritratto di famiglia, turbato, sullo sfondo, dalla presenza gelida della morte. Il lutto, dice Louise Glück, è una ferita aperta, pulsa, brucia, ma aspetta. Il tempo trascolora, le ore sfioriscono, i giorni diventano mesi, i mesi anni: allora riviviamo l’ultimo saluto, il tremore di una mano, i sorrisi che non nascondono le lacrime, e capiamo che la sofferenza è compagna inevitabile della compassione, dell’amore. E nella dolcezza del dolore diventiamo inequivocabilmente umani.
Il libro sarà disponibile in versione cartacea dal 15 aprile.

Louise Glück è autrice di dodici libri di poesie e due raccolte di saggi. Ha vinto il premio Nobel
per la Letteratura nel 2020 «per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza dell’individuo». Tra gli altri premi ricordiamo la National Humanities Medal, il premio Pulitzer, il National Book Award, il premio Bollingen, il Wallace Stevens Award conferito dall’Academy of American Poets e la Gold Medal for Poetry dell’American Academy of Arts and Letters. Insegna a Yale e Stanford e vive a Cambridge, nel Massachusetts.
MZ

 

 

 

 

 

 

 

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