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Cambiare l’acqua ai fiori

 

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Valérie Perrin regala ai lettori un romanzo molto particolare per contenuti, trama e ambientazione. Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse.

 

Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”, “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin, edizioni e/o, è un romanzo molto particolare. Particolare è sicuramente l’ambientazione in un cimitero di cui la protagonista è la guardiana. Ma non è triste, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è delicato, sensibile avvicina all’animo umano, alle emozioni più nascoste e personali.

Voilette Toussain non ha avuto una vita facile, la sua esistenza è stata segnata da eventi dolorosi, ma lei è sempre riuscita a superare i momenti difficili ritagliandosi uno spazio dove vivere la sua vita all’insegna della bellezza e dell’arte. Per certi aspetti, la protagonista ricorda un po’ Renée, la protagonista di “L’eleganza del riccio”, perché comecover-cambiare-acqua-fiori lei dietro un’apparenza sciatta nasconde una grande personalità e una storia piena di misteri.
Il ritmo è lento ma piacevole e scorrevole, e il merito è sicuramente della buona traduzione.
La storia si dipana in due tempi: quello attuale e quello precedente in cui viene narrato cosa ha spinto Violette nel piccolo paesino della Borgogna per diventare la guardiana del cimitero. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

Valérie Perrin costruisce la storia con grande capacità: più leggi e più hai voglia di scoprire cosa è successo a questa giovane donna colta e riservata.
Anche il nome è stato scelto con molto attenzione: la violetta in apparenza è un fiore fragile, in realtà è forte e non muore nemmeno se viene schiacciato.
Indubbiamente colpiscono le frasi che pronuncia la protagonista: “In fondo i ricordi sono grandi vacanze, spiagge private”, “Solo gli egoisti tremano per la propria morte, gli altri tremano per quelli che lasciano”, “ Essere amata fa restare giovani”, “È un lusso essere proprietari del proprio tempo, lo ritengo uno dei più grandi lussi che l’essere umano possa concedersi”.

Chissà se qualche regista, magari il marito di Valérie Perrin Claude Lelouch, ne trarrà un film?

Se avete voglia di saperne di più, potete iniziare dall’estratto.
MZ

 

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Chi è Valérie Perrin

Lavora da sempre nel mondo dell’arte e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi, tra cui quelle del marito Claude Lelouch. Il suo talento nel cogliere attraverso l’obiettivo situazioni, atmosfere, emozioni le ha fatto conquistare numerosi premi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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