Alle volte è meglio “non conoscere”

 

fcapertura
Un autore italiano che lamenta le consorterie tra giornalisti ed editori, che penalizzano talentuosi scrittori per “i soliti amici”, e che poi alla lettura si rivela…

 

Leggere quello che qualcuno scrive ha “anche” una modalità di conoscenza dell’autore. Qui non è il luogo per aprire l’annosa questione Se l’opera dev’essere letta disgiunta dal suo autore o meno, ma in certi casi – c’è poco da discutere – i libri ci raccontano chi li ha scritti, offrendoci magari un punto di vista del tutto opposto, basta essere più scaltri che proni al testo.

Intro

fc2Insomma, per cercare di farla breve, incontro certo Francesco Consiglio sul Web, su quel cortile contraddittorio ma tanto fedele alla vita che è Facebook, in un gruppo cui partecipano molti scrittori, alcuni lettori e un editore.

(Mi fermo un attimo a considerare se è il caso o meno di citare il nome del gruppo… Da una parte sarebbe corretto, per dare realismo ai fatti e alle ragioni che hanno motivato la mia lettura, ma dall’altra c’è il rischio che la mia opinione su questo scrittore possa coinvolgere altri. Decido, per il momento, di lasciarne in sospeso l’identità).

Nuova del gruppo, noto che questo Consiglio è molto attivo e vivace nei suoi interventi. Cerco su Amazon (vivendo all’estero, e per di più in provincia, Amazon è praticamente l’unica libreria “italiana” a mia disposizione, se il testo è in ebook) e trovo un solo romanzo in formato mobi: Le molecole affettuose del lecca lecca. Edito da Baldini & Castoldi nel 2014, 180 pagine.

Le recensioni sono tre – due da cinque stelline e una da quattro. Le leggo. Così come leggo la breve sinossi di presentazione. Mi attirano poco la trama e il nome del protagonista, certo Ciccio Pesce, ma non si può essere così selettivi, mi dico, se si vuole fare conoscenza.

Nel frattempo avevo “fatto amicizia” con lui su Facebook e ci eravamo scambiati qualche battuta su Messanger.

messangerAcquisto e scarico il romanzo, e subito mi arriva su Messanger la proposta di Consiglio, quella che potete leggere nell’immagine a lato.

La mia reazione è di pura perplessità. “Ma se vuoi un pdf te li spedisco io gratis. Anzi, quasi gratis: tu mi fai un video dove ne leggi un frammento…”

Un frammento del lecca–lecca? Io che lo leggo in video?

Ok del Marketing capisco q.b. per non credere agli elefanti che volano, e anche qualcosina di più. Certo è che questo Mr Consiglio o è alla canna del gas oppure è un personaggio di grande ingenuità. Replico che l’ho già preso e chiudo la conversazione.

Combinazione ero free, finito un libro navigavo in quell’interregno vago e povero di certezze che precede l’inizio di una nuova lettura, e così ne approfittai per iniziare Le molecole.

Lettura

coverFin dai primi paragrafi, scanditi da capitoli brevi e vistosamente titolati, ho avuto la brutta impressione di trovarmi di fronte a qualcosa di costruito che voleva sembrare il contrario ma non del tutto. Buona espressività, giusto dosaggio della lunghezza dei periodi. Certo c’era evidente una certa ripetitività di vocabolario che – mi sono detta – forse l’autore aveva adottata per dare spessore alla trama e sottolinearne i passaggi. Metodo un po’ vetusto e noioso, ma non per questo si abbandona una lettura.

Da subito, ahimè, si è però palesato il leitmotiv che stava a cuore a Consiglio in questa specie di “romanzo di formazione”: il sesso. E fin qui, mi si dirà, niente di male: scrivendo di un adolescente ci sta. Sì certo, ci sta… Ma ci sta solo questo?

Insomma, senza fare spoiler (anche se NON è un giallo), disegnando il suo protagonista, il buon Francesco Consiglio, non ha trovato di meglio che farne un disadattato, psicotico, affetto da sessuomania.

Ammetto che per i miei gusti e i miei interessi, la lettura poteva concludersi a quel punto, ma avendo ben presente la premessa (la conoscenza di questo autore…) ho continuato coraggiosamente ad andare avanti. E di coraggio, credetemi, ce ne vuole a fronte di 180 pagine di “pippe e annessi”.

La mia sofferenza è andata avanti per sette, interminabili, giorni (dal 22 al 28 dicembre) e devo dire che a un certo punto a sostenermi è stato soltanto il contatore dell’e–reader che inesorabile mi avvisava dell’approssimarsi della fine.

Opinione 


Mi vengono in mente una serie di aggettivi, veloci ed essenziali per definire quanto letto, ma molti di questi derivano senz’altro dal mio gusto personale. E non li elenco per non nuocere a Consiglio, per quanto lui sia già molto bravo a “nuocersi da sé”
Negli ultimi capitoli, quelli che narravano della terza relazione del protagonista con una donna (che è poi la storia che dà il titolo al romanzo. Sigh!), purtroppo già ne immaginavo la conclusione e a sostenermi era solo l’atroce domanda: e una cosa così come la finirà? 
Purtroppo in modo scontato, il più scontato dei modi possibili. Doppio Sigh!

 

 

Considerazione finale 


È a questo punto che ritengo di aver fatto bene a non citare il suddetto gruppo (dal quale peraltro il signor Consiglio, nelle ultime ore, pare essere stato estromesso – purtroppo in contemporanea alla pubblicazione di questa mia recensione. E me ne dispiace perché forse non avrò modo di discuterne con lui), perché l’autore di Le molecole affettuose del lecca lecca si dichiarava disgustato del “Sistema” editoriale italiano, dei recensori e giornalisti, nonché delle classifiche di vendita. Tutti compagni di merenda, impegnati a favorire per denari e per amici autori di infimo valore, tralasciando e mandando nel dimenticatoio talenti indubbi. Come il suo?

Ecco, mi auguro che Francesco Consiglio lasci perdere questa sua crociata o almeno abbia l’onestà di non iscriversi di diritto tra i talentuosi danneggiati dal sopracitato Sistema.
F.P.M.

Stampa