Fame insoddisfatta
Le recensioni di Amazon vanno sempre prese con beneficio d’inventario, e di sicuro non basta la dizione “Acquisto verificato” per garantirne la veridicità.
Primo perché l’acquisto di un ebook non ha mai fatto fallire nessuno e quindi l’amico compiacente, disposto a spendere meno di dieci euro – per dare valore alla propria opinione –, si trova sempre, e poi perché proprio trattandosi di opinioni queste variano a seconda dei gusti di ognuno; non esiste un parametro matematico che stabilisca cosa è bello e cosa non lo è, se un libro è stupendo o se può finire nel cestino dei rifiuti senza neppure essere sfogliato.
Ma, soprattutto quando i lettori/clienti, del più assortito marketplace di libri al mondo, oltre alle stelline di merito aggiungono una recensione, qualcosa di più del libro proposto si può riuscire a capire.
E proprio a proposito di Fame blu di Viola Di Grado, edito da La nave di Teseo, la lettura di quanto lasciato scritto dai suoi lettori può essere illuminante. Al 31 maggio 2022, a due mesi dall’uscita in libreria, il volume aveva raccolto 27 valutazioni globali e 8 recensioni. Queste vanno dal “Assolutamente no”, di chi la definisce “una guida turistica per Shangai”, a chi senza esitazioni lo dichiara “un gioiello!”, perché “la sensazione è quella di avere una creatura viva tra le mani: che si agita, si svela, respira insieme a chi lo legge”…
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Io ho incontrato Fame blu su Facebook, sul Post di una conoscente virtuale che lo descriveva con toni a dir poco entusiasti. Qualche esempio? Da “Attendevo con ansia l’uscita di questo nuovo romanzo” a “Protagonista del romanzo è il linguaggio, non solo perché italiano, cinese, inglese sono i mezzi di comunicazioni delle due amanti, quanto piuttosto perché la parola qui mostra tutto il suo potere come strumento di dominio, nonché la sua debolezza lasciando al non-detto tanta parte del significato. E dove la parola non ce la fa, arriva il corpo.” Per concludere con: “Una scrittura brillante, matura, gestita con maestria.”
Scusatemi le lunghe citazioni, ma occorreva porvi in media res ovvero nei miei panni! Lette queste righe non ho potuto fare altro che correre ad acquistare il volume.
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Ho riflettuto quasi due giorni prima di decidermi a scrivere questa mia opinione. Mi sono confrontata con altri lettori e alla fine ho capito le ragioni che mi generavano disagio rispetto a quanti ne erano entusiasti e ne tessevano lodi.
Forma: una scrittura puntuale, un buon italiano, ma nessun periodo mi ha affascinata al punto di portarmi a una seconda lettura.
Contenuto: due dei protagonisti sono senz’altro Shangai e i suoi abitanti (quasi tutti, ma soprattutto Millenials), e questo può risultare – pur con un relativismo d’obbligo – un interessante avvicinamento alla più grande megalopoli della Cina contemporanea.
Trama: già, qual è in estrema sintesi la narrazione che ci viene offerta? Un’italiana che, dopo la morte del fratello gemello, si sostituisce a lui in un viaggio/miraggio in Cina.
Qui ha una relazione (anche se fatico a definirla tale) con una donna locale, con momenti esaltazione e infatuazione, che per il gusto che sempre attrae (famolo diverso) si compone anche di giochini sado–maso.
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Empatia, emozioni suscitate?
Zero (non Zero calcare, zero e basta).
Man mano che le ore mi allontanano dal libro di Di Grado avverto forte il vuoto lasciatomi dalla sua narrazione.
Non rammento più, perdonatemi, quale grande scrittore americano abbia detto che “la Letteratura è emozione”, e scusate il mio limite ma io non posso che condividere questa affermazione, e la nota carente, l’atroce mancanza di Fame blu è soprattutto nel suo essere “ana–emotivo”, “ana–empatico”. Un po’ come quelle persone che si definiscono “anaffettive”; non sono malvagie o pericolose, ma in una relazione sentimentale è meglio accompagnarsi a qualcun altro.
Questo limite, per me inaccettabile in un racconto, mi suscita fastidio e insofferenza nei confronti di chi (di tutto quel mondo dell’editoria e di recensori eccellenti) che immettono in un mercato già saturo libri usa e getta, che non avranno nel loro futuro altro che un meritato oblio.
Così per questo romanzo, uno dei tanti, senza lode e senza infamia.
Se volete leggere un buon libro di Letteratura, seguite il mio consiglio: cercate altrove.
Flaminia P. Mancinelli
Fame blu di Viola Di Grado
La nave di Teseo – pp.192
La fotografia di Shangai è di King of Hearts - Own work, CC BY-SA 4.0