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Così per sempre

A 110 anni dalla morte di Bram Stocker è arrivato in libreria il romanzo di Chiara Valerio dedicato ai vampiri

 

La mia passione per i vampiri è nata quando ero piccola, guardando “Nosferatu” alla tv. Mi faceva tanta paura ma non riuscivo a resistere al suo fascino.
Nel corso degli anni ho letto molti libri dedicati a Dracula e ho visto parecchi film, ne cito due diversi e, a mio avviso, impareggiabili: “Per favore non mordermi sul collo” di Roman Polanski e “Intervista col vampiro” di Neil Jordan, tratto dal romanzo di Anne Rice.
Non vedevo l’ora di gustarmi “Così per sempre” di Chiara Valerio, edito da Einaudi. Purtroppo non è scattata la scintilla ed ho proseguito la lettura incuriosita da così per sempreGiacomo Koch e Mina Monroy ma senza stabilire un vero contatto con loro.
La scrittura di Valerio è serrata e colta, anche la trama del romanzo è stata elaborata con stile e i personaggi sono ben disegnati, ma a me sono mancate le emozioni carnali e sensuali, forse un po’ naif, che mi hanno sempre donato i miei amati vampiri.

Ho molto apprezzato l’ambientazione: Roma per Giacomo e Venezia per Mina, due città che amo. La prima è una città eterna, la seconda è immortale. L'eternità e l'immortalità sono due cose diverse, Dracula l'ha capito e Mina no. Non aggiungo altro, solo un piccolo indizio rilasciato da Valerio durante un’intervista a MareMosso: “Io credo che il tempo sia l’argomento centrale di tutta la narrativa. Lo stesso conte Dracula nel romanzo parla del fatto che sia lui che la sua amata abbiano a disposizione tutto il tempo del mondo e quindi non procedono per cronologia, ma per analogia. Per questo motivo, il mio è un romanzo che va avanti per immagini che si riverberano da un'epoca a un'altra. È qualcosa che ho imparato traducendo alcuni libri di Virginia Woolf… anche se questo espediente narrativo Virginia Woolf lo usava senza neanche dover utilizzare i vampiri”.

Ho apprezzato il vagabondare tra i secoli e gli incontri con personaggi quali Carl Jung e Erwin Schrödinger. Giacomo Koch è un vampiro buono e proprio al famoso psicanalista spiega: “voglio succhiare solo esseri umani appena morti”. In altri termini si rifiuta di dare la morte generando altri immortali.
Mentre Mina è una predatrice che non si pone limiti e questo mi ha suscitato qualche perplessità: perché riservare il personaggio “nero” a una donna?

Concludo con Zibetto, il simpatico gatto nero della coppia che segue Mina a Venezia. Un vero personaggio che ho amato dalla sua prima apparizione.
Marinella Zetti

 

 

Chiara ValeriookChi è Chiara Valerio
Nata e cresciuta a Scauri, ha conseguito un dottorato in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II, sul tema del calcolo delle probabilità. È membro del Comitato editoriale della rivista Nuovi Argomenti e ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana. Ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 Ore e l'Unità e con la trasmissione culturale di Rai 3 Pane quotidiano. Per Nottetempo ha diretto la collana narrativa.it, dedicata agli scrittori emergenti. Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto di Mia madre, mentre con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto de La tenerezza.
Dal 2018 è editor-in-chief del settore “narrativa italiana” presso l'editore Marsilio, per il quale ha ideato la collana PassaParola. Con Anna Antonelli, Fabiana Carobolante e Lorenzo Pavolini cura il programma Ad alta voce di Rai Radio 3, rete sulla quale conduce la rubrica L'isola deserta. Scrive per Vanity Fair e per il mensile Amica. Dal 2020 collabora con il quotidiano Domani, dal 2021 con La Repubblica. (da Wikipedia)