La stazione

Troppe aspettative, sollecitate da recensioni incensanti il romanzo di Jacopo De Michelis, mi hanno causato una profonda delusione.

 Un feuilleton ben scritto. Questa la prima impressione leggendo “La stazione” di Jacopo De Michelis, edito da Giunti.
Quando ho iniziato la lettura ero molto curiosa perché tanti recensori blasonati ne avevano cantato le lodi. Il Corriere della Sera lo aveva paragonato a Il nome della rosa di Umberto Eco e Non uccidere di Giorgio Faletti. Avrei dovuto dar retta a un’amica che mi aveva suggerito di non lasciarmi influenzare dalle recensioni. Invece, proprio sollecitata da quanto avevo letto, avevo aspettative molto alte.
Man mano che proseguivo nella lettura la delusione cresceva, eppure l’autore è un editor quindi dovrebbe sapere come costruire un buon giallo, quali tecniche usare, come giocare con la lingua italiana. La mia impressione è che si sia lasciato prendere la mano a abbia voluto inserire troppo e la stazionealla fine, diceva mia nonna, “il troppo storpia”.

Nel romanzo c’è proprio tutto: avventure, scontri armati, fantasmi, serpenti, riti magici, amore, colpi di scena. In certi passaggi mi ha ricordato “I miserabili” di Victor Hugo, ovviamente con una storia contestualizzata ai tempi odierni.

Anche tra i personaggi l’autore non si è fatto mancare niente: l’eroe senza paura, la sensitiva timorosa, il generale rivoluzionario, la regina vodu, il poliziotto corrotto. Tanti, in modo che ogni lettore possa trovare quello in cui ritrovarsi.

La scrittura, sempre considerando il lavoro svolto dall’aurore, è corretta ma banale nella scelta dei verbi e degli aggettivi. A me non è riuscito a trasmettere il pathos, però ho apprezzato le descrizioni della stazione di Milano e la copertina, infatti nella mia recensione su Amazon ho dato 3 stelline.

Infine, mi sorge un dubbio: se Jacopo De Michelis fosse stato uno scrittore senza santi in paradiso alla sua prima pubblicazione, avrebbe trovato un editore disponibile a investire e tanti critici pronti a riempire le pagine dei giornali?
MZ

jacopo de michelisChi è Jacopo De Michelis
È nato a Milano nel 1968 e vive a Venezia, dove lavora come editor presso Marsilio Editori. È stato traduttore, curatore di antologie, consulente editoriale e docente di narratologia alla NABA di Milano. Appassionato di fotografia, pubblica i suoi scatti su Instagram come @geidiemme. La stazione è il suo primo romanzo.

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