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Ancora un giro di blues

 

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Tante storie che si intrecciano e una scrittura più adulta nell’ultimo romanzo di Riccardo Bruni. Anche Leo Berni si sta interrogando sulle sue scelte di vita.

 

“C’è un sentiero nel bosco…” dice Samira a Leo e da questo sentiero potrebbe essere arrivato e scappato l’assassino. Ma forse la donna sta inventando tutto per scagionarsi dalle accuse e per non raccontare la verità.
Ancora una volta Leo Berni è alle prese con una storia che fa acqua da tutte le parti. Ma lui ha promesso alla sua amica Ilaria che aiuterà Samira e quindi inizia la sua battaglia per scoprire la verità.
L’avvocato è una persona veramente sfigata, ad esempio soffre di mal d’auto anche se guida. E le disavventure sono sempre in agguato, anche quando non se lo aspetta, per questo Leo la sera si cura le ferite con i suoi vinili, lo zio Jack e una sigaretta speciale. A volte esagera e il giorno dopo è davvero molto difficile riprendere il filo del discorso.
Ma in questo capitolo della vita di Berni c’è anche l’amore, e non dico altro. Aggiungo solo come puòcover-giro-di-bluesaccadere a lui. E poi si ricorda di essere padre, ma lo fa a modo suo.
Chi conosce l’avvocato, lo ama proprio per il suo essere fuori dal mondo, per le sue difficoltà a vivere in modo normale, per la sua generosità.
Insomma, oltre alla storia molto avvincente, ci sono tante vicende personali che rendono “Ancora un giro di blues” imperdibile.
Potrei definire questo romanzo di Riccardo Bruni una scrittura adulta, perché Leo è cresciuto, non è cambiato ma sicuramente si sta sforzando per affrontare i problemi in modo più maturo.
La storia è molto intrigante perché, come al solito, sono tante storie che si intrecciano e ci fano scoprire aspetti nuovi dei personaggi.
E poi c’è la novità dei “messaggi” che riceve sul cellulare Leo: spiegano senza appesantire la trama.
Anche il finale è insolito, tranquilli, non faccio spoiler.
Vi dico solo una frase “Alla fine niente è davvero perduto finché ci sarà una canzone a ricordarlo” che mi ha colpita perché ne sono convinta anch’io.
Cosa accadrà a Leo? Non lo so. Per questo sono molto curiosa di leggere il prossimo romanzo.
E questa è una chiara sollecitazione all’autore.
Marinella Zetti

Il libro

Ancora un giro di blues
di Riccardo Bruni
Amazon Publishing
disponibile in versione digitale e cartacea

 

Chi è Riccardo Bruni
È nato a Orbetello, nel 1973. A quei tempi, in casa avevano una macchina da scrivere. Una Antares. Un giorno prese un foglio, lo inserì e iniziò a scrivere un racconto. Una storia di fantascienza. Alla fine Riccardo Bruni rilegò, una decina di pagine con una spillatrice: il suo primo libro. Era uno scrittore. La prima volta ha pubblicato i racconti su un sito internet, che aveva realizzato con un pc 486 e un modem riccardo-brunia 56k, di quelli che per connettersi emettevano una sequenza di suoni alquanto sinistri. Erano gli anni Novanta.
Qualche tempo dopo, si è laureato con una tesi sul giornalismo online. E da giornalista ha collaborato con portali web, riviste, giornali, uffici stampa, agenzie. Per un po', si è occupato di cronaca giudiziaria, frequentando aule e, soprattutto, corridoi di tribunale.
Ha pubblicato sia con editori (tra cui Effequ, Rizzoli, La nave di Teseo e Amazon Publishing) sia come indipendente, sperimentando le vie del self publishing. Ha scritto la raccolta “Sette racconti” e i romanzi “La lunga notte dell’iguana”, “Zona d’ombra”, “Nessun dolore”, “Il Leone e la Rosa”, “La notte delle falene” (presentato al Premio Strega nel 2016 da Roberto Ippolito e Giancarlo De Cataldo), “La stagione del biancospino”, “La promessa del buio”, “Una sera di foglie rosse” e “Di questo e altri mondi”.
Vive a Siena. Ama ascoltare musica, abbuffarsi di film e serie tv, suonare la chitarra, leggere di tutto, passeggiare e fotografare, incontrarsi a cena con gli amici e tante altre cose.

Per saperne di più, visitate il suo sito.

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