Covid-19 e media

 


okgen zLo studio di Global Web Index ha evidenziato come il coronavirus ha cambiato le abitudini di utilizzo dei media
nelle diverse generazioni.

 

In questi giorni Weforum.org – il sito di World Economic Forum- ha pubblicato la sintesi di uno studio di Global Web Index che evidenzia come il coronavirus ha cambiato le abitudini di utilizzo dei media nelle diverse generazioni.

Ne proponiamo una traduzione. Chi desidera leggere l’articolo originale, lo può trovare al link. Anche lo studio completo si può consultare e scaricare seguendo il link.

Una parte significativa della popolazione mondiale è attualmente in isolamento, per ridurre la diffusione di COVID-19. La conseguenza di questa “quarantena” forzata è un consumo di gen-zmedia senza precedenti.
Ma l'utilizzo non è lo stesso per tutti, varia nelle diverse fasce d'età e il media scelto suggerisce la diversità culturale delle generazioni.

Il consumo dei media nell'era di COVID-19

Mentre l'epidemia di coronavirus continua a provocare il caos in tutto il mondo, le persone stanno sul divano e utilizzano il loro tempo consultando diversi media o giocando con giochi elettronici.

Prima di coronavirus avrebbero impiegato lo stesso tempo andando al centro commerciale e incontrando amici e familiari.

I ricercatori hanno somministrato la ricerca a oltre 4mila persone in un’età compresa tra i 16 e millennialsi 64 anni negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Nelle immagini che vi proponiamo vengono evidenziate le scelte che caratterizzano le diverse generazioni.

Le persone che appartengono alla GEN Z (8-23 anni) si impegnano nei video games e prediligono tutto ciò che si può utilizzare in streaming; solo il 9% legge giornali e periodici cartacei, però il 17% ascolta la radio.

I Millennials (25-39 anni) utilizzano tutto quello che è disponibile facendo un buon mix di streaming, giornali cartacei e digitali, radio, musica e letture.

I GEN X (40-54 anni) Suddividono il loro tempo principalmente tra TV, Online TV, video online, radio, preferiscono i giornali digitali ai periodici cartacei e leggono molti libri.

I Boomer (55-75 anni) si concentrano sulla TV, giocano poco ai videogames, preferiscono lagen-x lettura di giornali e periodici cartacei a quella digitale, ascoltano la radio ma anche la musica in streaming.

Lo studio di Global Web Index ha rilevato che oltre l'80% dei consumatori negli Stati Uniti e nel Regno Unito afferma di consumare più contenuti dall’inizio dell’epidemia, le trasmissioni TV e video online (YouTube, TikTok) sono i mezzi principali di tutte le generazioni.

Non sorprende che il 68% dei consumatori sia alla ricerca di aggiornamenti pandemici online prima di qualsiasi altra attività. I Gen Zers, tuttavia, hanno altri piani, in quanto sono l'unica generazione più propensa boomer
ad ascoltare musica che a cercare notizie.

Nel complesso, le giovani generazioni hanno maggiori probabilità di divertirsi giocando sul proprio cellulare o computer. I Millennial si distinguono anche come generazione di buongustai, poiché sono molto interessati alle ricette di cucina o a leggere informazioni su un'alimentazione sana.

 

 

Di chi si fidano?

A livello generale, i consumatori considerano l'Organizzazione mondiale della sanità di-chi-si-fidano(OMS) la fonte di informazioni più attendibile per qualsiasi aggiornamento relativo a COVID-19.

Però è necessario fare dei distinguo. Ad esempio, mentre i consumatori statunitensi si fidano di più dell'OMS, i britannici considerano il loro governo come la fonte di notizie più affidabile in assoluto.

La fiducia nelle informazioni condivise sui social media è superiore al passaparola di amici e parenti e persino ai siti Web di governi stranieri. Però i social media sono considerati meno attendibili rispetto alle informazioni condivise sulla radio o sui siti Web di notizie.

Pensiero positivo

Aggiornarsi sulla pandemia è importante, ma lo è anche avere un pensiero positivo per far fronte ogni giorno all’isolamento.

Pertanto, sembra ragionevole che le persone in isolamento forzato siano più inclini a investire in nuovi servizi di abbonamento: quasi un terzo di Gen Zers considera l'acquisto di Netflix,attivit-in-isolamentoseguito da Disney +.

Comprensibilmente, le persone si preoccupano per il tempo che trascorrono guardando gli schermi dei loro dispositivi. Tuttavia, la ricerca suggerisce che, in realtà, non il tempo ma il contenuto che scelgono di consumare, perché potrebbe avere un impatto significativo sul loro benessere psicologico.

Forse l’aspetto più interessante è che gli spettacoli televisivi e i film che stanno diventando sempre più popolari su Netflix parlano di pandemie, che potrebbe significare la necessità per le persone di trovare risposte al caos in cui stiamo vivendo.

Indipendentemente dal tipo di contenuto che stanno consumando, ogni generazione fa affidamento sui propri dispositivi durante questa pandemia per informarsi e per distrarsi, creando un'enorme opportunità per le aziende dei media di coinvolgere un pubblico sempre più vasto.

Chissà quali risultati darebbe questa indagine in Italia?
(Traduzione a cura di M.Z.)

 

 

 

 

 

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