RinviatoBOOK PRIDE 2020

La sesta edizione della Fiera Nazionale dell’editoria indipendente prevista dal 17 al 19 aprile alla Fabbrica del Vapore di Milano è stata posticipata a causa del coronavirus. E AIE diffonde dati preoccupanti per l’editoria.
La sesta edizione di BOOK PRIDE-Leggere i venti, Fiera Nazionale dell’editoria indipendente, inizialmente in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano da venerdì 17 a domenica 19 aprile 2020, è stata rimandata a causa dell’evolversi della situazione relativa alla diffusione del coronavirus e delle recenti disposizioni ministeriali.
Il nuovo assetto logistico e organizzativo della fiera, il programma costruito fino a oggi – anche grazie al contributo e alla disponibilità di editori, ospiti e autori – e le
collaborazioni attivate con importanti partner e media nazionali erano un ottimo punto di partenza per una edizione della fiera che nasceva con le migliori premesse.
La direzione della fiera si è già attivata, in stretto dialogo con le istituzioni milanesi, per ricollocare la manifestazione in altre date, che verranno comunicate nel più breve tempo possibile.
BOOK PRIDE è organizzata da Odei – Osservatorio degli editori indipendenti – in collaborazione con il Comune di Milano.
Editoria in grande sofferenza
Una notizia che non fa bene all’editoria secondo i dati diffusi da AIE-Associazione Italiana Editori.
Meno 25 per cento in media, con punte del 50 per cento e oltre in Lombardia, Veneto ed Emilia. Questa la prima fotografia dell’impatto dell’emergenza sanitaria da Coronavirus sul mondo e sul mercato del libro. «Sono dati che parlano da soli e che disegnano un quadro che non sapremmo definire altro che di crisi, grave e profonda - ha dichiarato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi-. Profonda perché tocca tutti, dagli autori e dagli editori sino ai punti vendita finali. E grave, non solo per i primi dati sulle vendite, ma per le onde lunghe, oggi largamente imprevedibili e che, se non contrastate, potrebbero seguire: calo dei consumi, delle prenotazioni, delle tirature, delle novità. Con un impatto pesante sulla lettura, vera e costante emergenza nazionale».
Il Comitato di Presidenza di AIE, in rappresentanza di tutte le componenti dell’Associazione - editori grandi e piccoli, di libri di varia, di libri per la scuola, dell’università e del professionale - ha deliberato di presentare con urgenza al Governo lo stato di gravissima sofferenza del settore. Guardando ai lettori, ai consumatori, alle
famiglie ancor prima che alle proprie aziende, nello spirito di coesione nazionale richiamato e auspicato dal Presidente Mattarella, l’Associazione Italiana Editori chiede che vengano posti in cima alla lista delle misure da adottare con urgenza la detrazione fiscale degli acquisti dei libri, la ricostituzione della dotazione originaria della carta cultura per i giovani (la cosiddetta 18App), un rafforzamento del fondo destinato alle famiglie bisognose per l’acquisto dei testi scolastici fermo da vent’anni alla cifra di 103 milioni di euro.
A nome e in rappresentanza delle imprese editoriali, AIE chiede inoltre che per tutto il mondo produttivo e, dunque, in forma universale e senza distinzione di settori o di aree geografiche, si adottino inoltre con altrettanta urgenza strumenti per contrastare i prevedibili contraccolpi sulla liquidità delle aziende con la sospensione degli obblighi contributivi e per consentire una più sostenibile ed equa gestione del personale, utilizzando altresì la leva fiscale o altre misure di sostegno.
Infine AIE chiede con urgenza alle autorità pubbliche indicazioni precise sulla possibilità di partecipazione alle fiere del libro e dei festival letterari, strumento fondamentale di promozione industriale e culturale del libro, ma nel rispetto del dovere di contribuire alla tutela della salute delle proprie aziende e della società nazionale. La situazione attuale, che già oggi prevede un’agenda completamente stravolta per editori e scrittori, costituisce un motivo di grave difficoltà. In un momento in cui si rende necessaria tutta l’attenzione al profilo economico della nostra attività è infatti fondamentale per ridurre gli sprechi poter conoscere con un congruo anticipo il destino delle fiere e degli eventi letterari previsti in agenda e forme di tutela per le organizzazioni che investono in questi eventi.
«Al centro di queste irrinunciabili misure non è solo un settore produttivo ma davvero – ha sottolineato Levi – il futuro culturale del Paese e l’impatto ulteriore sulla lettura come strumento di crescita».
M.Z.