Io e la letteratura

AstraRicerche ha condotto una ricerca per Neri Pozza per capire cosa e perché leggono i lettori. Donne in pole position e la carta vince sull’ebook.
Si legge fondamentalmente per piacere ed è – per quattro intervistati su cinque – qualcosa di cui non si potrebbe assolutamente fare a meno. È il primo dato che emerge dalla ricerca “Io e la letteratura” condotta da AstraRicerche per conto di Neri Pozza.
I partecipanti alla ricerca sono tutti lettori, legati alla casa editrice -in particolare attraverso i social network- o, in misura minore, alle testate del gruppo Athesis.
Moltissime donne (81%), più della metà over 55enni, con una presenza equilibrata in tutte le zone
d’Italia. Leggono mediamente 25 libri l’anno dedicando alla lettura in media 8-9 ore alla settimana. La modalità di lettura più diffusa rimane ancora quella cartacea, nel 50% dei casi unica forma di lettura utilizzata, soprattutto con il crescere dell’età. Ancora debolissimo il ruolo dell'audiolibro.
Il piacere della lettura si manifesta anche con i diversi scopi del leggere, la conoscenza ha un grande peso: vivere altre vite, conoscere altri modi di essere e pensare (molto 69%, molto + abbastanza 90.4%), scoprire il passato (molto 53.2%, molto + abbastanza 83.5%), mondi e realtà lontane (molto 52.1%, molto + abbastanza 83.7%) e sé stessi attraverso il confronto con i protagonisti del libro (molto 43.9%, molto + abbastanza 72.5%). Anche l’evasione è molto importante: la lettura rilassa (molto 57.4%, molto + abbastanza 82.2%), stimola fantasia e immaginazione (molto 50.8%, molto + abbastanza 81.6%), fa dimenticare le fatiche e le preoccupazioni della vita (molto 47.5%, molto + abbastanza 72.2%), fa passare il tempo (molto 46.1%, molto + abbastanza 75.4%) e diverte (molto 43.3%, molto + abbastanza 73.6%). Meno forte il desiderio di conoscere il futuro o un futuro possibile (molto 22.7%, molto + abbastanza 50.7%).
In base allo scopo dichiarato per la lettura, i lettori sono stati classificati da AstraRicerche in 5 gruppi.
Il primo (che rappresenta il 29.3%) è costituito da quelli per cui la lettura ha molteplici significati e scopi: leggono moltissimo e vivono la lettura come un modo per svagarsi, emozionarsi, conoscere il mondo e se stessi.
Nel secondo (che rappresenta il 19.6%) ci sono coloro per cui lo scopo della lettura è l’emozione: amano la lettura perché stimola la loro fantasia e le loro emozioni, anche quelle più forti.
Nel terzo (che rappresenta il 18.8%) troviamo i lettori che leggono per confrontarsi: la lettura offre loro uno strumento per conoscere sé stessi confrontando le proprie idee con quelle altrui e un argomento di conversazione e confronto con altri.
Il quarto (che rappresenta il 19.8%) cerca nella lettura relax e svago: leggono soprattutto per far passare il tempo, per svagarsi e rilassarsi.
Il quinto (che rappresenta il 12.6%) legge per approfondire le proprie conoscenze: leggono meno degli altri e lo fanno soprattutto per conoscere altri modi di pensare ma anche il mondo che li circonda o il passato.
Per piacere un libro deve avere un contenuto (molto: 79.0%) o uno stile di scrittura (molto: 72.3%) interessante per il lettore. La spinta a riflettere è indicata da più della metà (molto: 54.5%) mentre il fatto che non sia impegnativo solo dal 6.1% (25.7% se sommiamo la risposta 'abbastanza').
La scelta del libro avviene prevalentemente in base all’autore che già si conosce (83.8%). Ma anche il “vestito” del libro ha una grande influenza nella scelta: copertina, titolo e quarta di copertina guidano il 54.5% dei lettori. Vengono poi i consigli di professionisti (su giornali/riviste 50.2%, online 36.8%) e non (consigli di amici, parenti e conoscenti 46.1%). Il mondo “on line” conta meno: le recensioni professionali per il 36.8%, quelle non professionali per il 23.3%, influencer/bookblogger il 7.7%. La classifica dei best sellers? Solo il 5.7% si dichiara guidato da questo ranking.
I romanzi sono un tipo di letteratura preferito dal 97.0% dei lettori (racconti/novelle solo al 23.1%, favole/fiabe al 5.7%); per quanto riguarda il genere letterario preferito sul podio troviamo la letteratura contemporanea (72.3%), i libri gialli (60.9%) e quelli storici (57.2%). Subito sotto al podio invece i libri autobiografici (51.7%), poi quelli di formazione (37.7%) e psicologici (34.2%) e di azione/avventura
(23.6%); tuti gli altri generi sono sotto il 16% di indicazione. Le preferenze variano molto in base al genere sessuale del lettore: le donne amano più degli uomini gialli, romanzi psicologici e romantici mentre gli uomini prediligono i romanzi storici, quelli di azione/avventura e quelli di fantascienza.
Il vero talento di un autore si misura soprattutto con la sua capacità di creare personaggi indimenticabili (molto 50.8%, molto + abbastanza 94.0%) e di riuscire a comunicare ciò che altri non riescono a fare (molto 45.5%, molto + abbastanza 96.8%). In fondo alla classifica troviamo l'andare controcorrente per i temi e per lo stile di scrittura.
La letteratura di qualità è considerata un indicatore del livello di avanzamento di un Paese (molto 58.4%, molto + abbastanza 90.0%) e può anche essere utilizzata come guida verso un rilancio della società nei momenti di crisi (molto 52.8%, molto + abbastanza 87.7%). Quasi un intervistato su due è d'accordo con l'affermazione "il meglio delle letteratura italiana è stato in passato, nel secolo o nei secoli scorsi", mentre circa il 60% concorda con l'idea che "la letteratura in Italia ha attualmente alcuni autori di grande talento".
La letteratura è importante anche per le aziende private italiane che dovrebbero, secondo i lettori,
investire di più in cultura (molto 56.0%, molto + abbastanza 89.9%) e soprattutto comunicare i loro investimenti in questo campo (molto 58.3%, molto + abbastanza 89.8%). La percezione dell'impegno attuale è davvero bassa.
La metà dei lettori (soprattutto uomini e over 55enni) conosce l’Art Bonus per cittadini e aziende che effettuano donazioni liberali per il sostegno alla cultura; la ritengono una iniziativa valida (molto 60.8%, molto + abbastanza 90.7%) e utile per dare un vero contributo alla cultura in Italia (molto 42.7%, molto + abbastanza 80.4%).