Bilancio positivo per il Salone del Libro

 

salone-finale-ap
Visitatori in crescita sia al Lingotto che al Salone Off. Annunciate le date delle edizioni 2020 e 2021. Ci sarà la stessa squadra al lavoro, confermata anche la direzione editoriale di Nicola Lagioia.

 

I 148.034 i visitatori unici, in aumento rispetto al 2018, dimostrano che Salone Internazionale del Libro di Torino che la crescita è costante di anno in anno; a questi si aggiungono i 27.000 che hanno preso parte al Salone Off, la festa dei libri nei quartieri e nel territorio che nel 2019 ha proposto più di 530 appuntamenti in 270 luoghi diversi.

Annunciate le date delle prossime due edizioni: quella del 2020 dal 14 al 18 maggio, e del 2021 ingresso-verticaledal 13 al 17 maggio, che verranno ideate e progettate dalla stessa squadra che ha lavorato in sinergia alla XXIII edizione: Associazione Torino, La Città del Libro, che si occupa dei contatti con gli espositori, della progettazione, realizzazione e layout di spazi e allestimenti, e Fondazione Circolo dei lettori, che ha in capo la programmazione culturale e la comunicazione dell’evento. Confermata quindi la continuità e la direzione editoriale di Nicola Lagioia fino al 2021.

Quello del 2019 è stato un Salone ridisegnato per essere inclusivo, aperto al territorio, capace di andare incontro alle esigenze delle diverse tipologie di visitatori. Gli organizzatori hanno puntato su un cambio di tendenza rispetto alla vivibilità e funzionalità della fiera. Il sistema di accessi più fluido, organizzato in tre ingressi, ha consentito – per esempio – di gestire al meglio lo stress test di sabato mattina, accontentando più di 15.000 visitatori che in un’ora e mezza si sono presentati ai cancelli e sono entrati al Lingotto rapidamente e senza disagi.
Le 40 sale di diverse dimensioni – dall’Arancio, la più piccola con i suoi 40 posti, alla nuova Sala Oro da 700 – hanno accolto il pubblico che ha risposto con grande entusiasmo alla variegata offerta culturale del Salone. In oltre 116.300 hanno assistito agli eventi in programma, a cui si aggiungono i 21.733 tra bambini e giovani delle scuole che hanno partecipato a laboratori e incontri del Bookstock Village, cuore del Salone dedicato alle nuove generazioni. 335 le ore di programmazione nello spazio realizzato da oltre 10 anni grazie al generoso contributo della Compagnia di San Paolo, che quest’anno ha padiglioni1arricchito il calendario firmando tre cicli di workshop. Anche Lucca Comics & Games registra un incremento di affluenza rispetto al 2018, anche grazie alle novità introdotte nello stand. Un esempio su tutti quello della realtà aumentata che ha attirato molti curiosi. Lo stand del festival crossmediale più avanzato d’Europa ha organizzato ben 28 eventi, trasmessi in diretta su Twitch con migliaia di visualizzazioni. I più gettonati: Gioco come scienza, La via italiana al western, e ancora la sessione dedicata a Highlander.

Evento mediatico di grande risonanza, il Salone Internazionale del Libro coinvolge i professionisti del settore con 5.649 accreditati, mentre giornalisti e blogger sono 3.642. Novità del 2019 il sito web del Salone, curato da Risolviamo, completamente rinnovato nella sua grafica e nell’organizzazione dei contenuti. 2.500.000 le pagine visitate, la top five delle più visitate vede al primo posto Jovanotti, seguono Alberto Angela, Luis Sepúlveda, Roberto Saviano e Samantha Cristoforetti.
Il racconto dell’edizione 2019 del Salone sui social network si è articolato sui tre canali Facebook, Instagram e Twitter. Più di 260 eventi sono stati raccontati online tramite live tweeting e Instagram Stories dai canali del Salone.

Le vendite agli stand

Molto interessanti i dati di vendita diffusi dalle case editrici. Tutti soddisfatti anche se qualche editore dichiara una flessione delle vendite.
Einaudi, presente all’Oval, dichiara un incremento delle vendite del 10% rispetto al 2018. Tra gli autori più venduti Marco Missiroli, Gianrico Carofiglio e Michela Murgia. Anche Mondadori ha trovato posto nel nuovo padiglione. I dati sono in linea con gli ultimi anni mentre i libri più venduti sonolibri-al-salone stati “La nostra casa è in fiamme” di Greta Thunberg e “A un metro da te” di Rachael Lippincott.

La casa editrice Sellerio, che al Salone ha festeggiato i suoi 50 anni, dichiara un aumento di vendite del 15% e un sentimento di profonda gratitudine per l’occasione di incontro con i lettori che la fiera di maggio offre ogni anno. I libri più venduti nello stand dell’Oval sono quelli di Marco Malvaldi “Vento in scatola”, la raccolta di racconti “Ogni coincidenza è puramente casuale” di Antonio Manzini e la nuova edizione di “Il console onorario” di Graham Greene.

Anche Treccani esprime soddisfazione, sia per lo stand collocato all’Oval, perché hanno lavorato con più tranquillità, che per le vendite, 4 volte superiori rispetto al 2018.

Per Feltrinelli il sabato del 2019 ha battuto quello del 2018, la domenica invece non ha registrato flessioni rispetto all’anno scorso. Top 3: “Nella notte” di Concita De Gregorio, “...che Dio perdona a tutti” di Pif, “Le cose che bruciano” di Michele Serra, tutti ospiti del Salone. Molto richiesto “Genesi” di Guido Tonelli. L’Oval è piaciuto molto allo storico editore, che suggerisce di comunicare meglio la presenza del nuovo padiglione. Soddisfazione anche per Solferino, sia per quanto riguarda le vendite sia per la location. I più venduti: “Superga 1949” di Giuseppe Culicchia, “Ecco a voi” di Pippo Baudo e “Ciò che possiamo fare” di Lella Costa.

Quodlibet, proprio all’ingresso dell’Oval, ha registrato un incremento rispetto allo scorso anno anche padiglioni-da-altograzie alla posizione e alla struttura dello stand, illuminato dalla luce naturale della location. Top seller: “Ambienti animali ambienti umani” di Jakob von Uexküll – le copie sono esaurite –, “A che ora si mangia” di Alessandro Barbero e “Lezioni di fotografia” di Luigi Ghirri. Un successo inaspettato per “Il progetto dell’autonomia” di Pier Vittorio Aureli.

66thand2nd ha espresso soddisfazione per la novità rappresentata dall’Oval. Tra i titoli più richiesti quelli degli autori presenti al Salone: “Si chiama Andrea” di Gian Luca Favetto, “Il vento della luna” di Antonio Muñoz Molina, “Muhammad Ali, la vita” di Jonathan Eig. Sorprendente il successo di “L’amore è potere o almeno gli somiglia molto” e di “Culo nero”, entrambi di A. Igoni Barrett, che a giugno sarà a Torino per creativAfrica.

Donzelli dichiara vendite in linea con il 2018, tra i più apprezzati “Scrivi sempre a mezzanotte” di Virginia Woolf e “Le grandi epidemie” di Barbara Gallavotti. L’editore ha dichiarato che l’Oval è uno spazio vivibile, sonorizzato meglio e meno rumoroso, ma che andrà meglio raccontato nelle prossime edizioni.

Anche La Nuova Frontiera ha trovato posto all’Oval, ambiente arioso e vivibile. Tra i libri più venduti “Bestiario Sentimentale” e “Petali e altri racconti scomodi” di Guadalupe Nettel, “Terra bruciata” di Emiliano Monge, ospiti del Salone. Bilancio positivo anche per Fazi, che registra un incremento rispetto al 2018 e ha apprezzato la posizione, tanto da dichiarare di preferire la location anche per le prossime edizioni. Vendite in aumento, tra i più amati: “L’annusatrice di libri” di Desy Icardi, che ha superato le attese, “Figlie di una nuova era” di Carmen Korn e “La famiglia Aubrey” di Rebecca West.

Bao Publishing, che al Salone ha festeggiato i suoi primi 10 anni, ha apprezzato l’Oval perché luminoso e più vivibile grazie ai suoi corridoi larghi. Il prossimo anno torneranno nel nuovo padiglione. Per quantopresentazione-da-milano riguarda le vendite: sono inferiori, ma i titoli pubblicati erano meno del 2018. “Un polpo alla gola” (edizione deluxe) di Zerocalcare si attesta titolo più venduto. Seguono “Due figlie e altri animali feroci” di Leo Ortolani e “Pigiama computer biscotti” di Alberto Madrigal, successo inaspettato. Per NNE incassi leggermente migliorati, tra i più venduti “Canta, spirito, canta” di Jesmyn Ward, “Bye bye vitamine!” di Rachel Khong, “Lullaby Road” di James Anderson. Per Guido Tommasi Editore l’Oval è stato una piacevole sorpresa, i risultati di vendita sono stati inferiori alle aspettative rispetto agli anni passati, ma tutte le ultime uscite sono state soddisfacenti.

Sabato è stata la giornata più proficua per Adelphi, i cui tre top seller sono: “Benevolenza cosmica”, l’esordio di Fabio Bacà, “Incroci”, dove Tullio Pericoli schizza a memoria ventidue profili di persone che ha incontrato e che hanno segnato altrettanti punti di svolta, e “Il libro degli esseri a malapena immaginabili” di Caspar Henderson, che ha riempito di estimatori la Sala Blu del Lingotto. Tra le sorprese, da segnalare “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson sostenuto dalla recente serie di Netflix.

Grande successo per Marsilio e Sonzogno che, molto soddisfatti della nuova collocazione negli spazi dell’Oval, registrano un raddoppio delle vendite. A trainarle: la regina del giallo nordico Camilla Läckberg, che ha fatto registrare un’altissima affluenza all’incontro di sabato, con “La gabbia dorata”, primo titolo di nuova serie noir; “Mai più sola nel bosco”, un viaggio dentro e fuori «il gusto della paura» di Simona Vinci e “Oracolo manuale per scrittrici e scrittori” di Giulio Mozzi, dedicato alla risoluzione di ogni problema narrativo e di scrittura.

I dati di Neri Pozza risultano in linea con gli ultimi anni. Buon successo di vendite soprattutto per il geniale “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Turton Stuart e per i libri di due degli ospiti di questa 32° edizione: Annette Hess, autrice di “L’interprete”, sull’interprete incaricata di tradurre dal polaccobambini-al-salone durante il processo di Francoforte sulle responsabilità dei gerarchi di Auschwitz, e il vietnamita Viet Thanh Nguyen, premio Pulitzer con “Il simpatizzante”, che racconta uno dei conflitti fondamentali per la storia del Novecento. Per Editori Laterza lieve calo degli incassi rispetto all’anno scorso. Molto positiva la risposta ricevuta allo stand per “Chi è fascista” di Emilio Gentile. Tra i top seller insieme a “La nazione delle piante” di Stefano Mancuso e “Risvolti di copertina. Viaggio in 14 case editrici italiane” di Cristina Taglietti.

Nello stand della casa editrice il Saggiatore, che registra quest’anno un leggero calo, molti visitatori hanno scelto “Gli immortali” di Alberto Giuliani, un viaggio nel mondo che verrà, “I tre fratelli che non dormivano mai” di Giuseppe Plazzi sui misteri della nostra mente durante il sonno e “Storia del buio” di Nina Edwards. Oltre le attese i riscontri per “Fisica della lavatrice” di Chris Woodford.

Edizioni Black Coffee ha migliorato le vendite, protagonisti dello stand i libri di Rita Bullwinkel “Lingua nera”, di Joy Williams “L’ospite d’onore”, di Garrard Conley “Boy erased – vite cancellate”. Anche Mimesis edizioni ha venduto di più, in particolare “Comunismo queer” di Federico Zappino e “Politicamente corretto” di Jonathan Friedman. Successo anche per “L’arte spiegata ai truzzi” di Paola Guagliumi. “Scuola di demoni. Conversazioni fra Michele Mari e Walter Siti”, a cura di Carlo Mazza Galanti, “La guerra di tutti” di Raffaele Alberto Ventura e l’ormai classico “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace sono i tre libri più richiesti allo stand della minimum fax, la cui percentuale di vendite non subisce grandi modifiche rispetto allo scorso anno. “Il pieno di felicità” di Cecilia Ghidotti, tra ansia del futuro, insoddisfazione e fallimenti, è il titolo sorpresa.

I tipi di Voland, invece, sono rimasti piacevolmente colpiti dalla vendita dell’epopea in dodici canti del romeno Mircea Cărtărescu, “Il levante, inno alla libertà e alla poesia”, e di “La scatola di latta” di Paolo Donini, un’avventura ironica nel labirinto del linguaggio. Sul podio di questa che è stata un’edizione positiva per scontrini battuti: il finalista premio Strega Valerio Aiolli con “Nero Ananas”, “Fisica della malinconia” di Georgi Gospodinov, uno degli ospiti del Salone quest’anno e l’ultimo lavoro di Amélie Nothomb “I nomi epiceni”.

In linea con l’anno passato per nottetempo, i cui lettori hanno scelto “La lettrice di Čechov”, in cui Giulia Corsalini esprime tutto l’amore per lo scrittore in un inno alla letteratura e alla bellezza delle parole, il visionario “Ragazze elettriche” di Naomi Alderman, che Barack Obama ha inserito al primo posto fra i migliori libri letti nel 2017, e “Pietra Nera” di Alessandro Bertante, nuovo capitolo della saga di Piedimulo.

Uscito per il Salone del Libro 2019, “Il nulla positivo” di Theodore Adorno ha imprevedibilmente attirato molti lettori, che hanno raggiunto L’Orma proprio per questo titolo. Rimane fra i più richiesti ingresso-progfessionaliAnnie Ernaux con il premio Strega Europeo 2016 “Gli anni”, “Il solco” di Valérie Manteau, vincitore dell’ultimo premio Renaudot, e “Dappertutto è la felicità. Lettere di gioia e barricate” dell’icona della rivoluzione Rosa Luxemburg.

Vendite stabili per Tunuè, mentre cresce Edizioni SUR registrando un +30%. Alan Pauls e Charles Simmons sono gli autori più venduti, insieme a Julio Cortázar, scrittore che ha ispirato l’edizione. Anche Marcos y Marcos cresce del 30%, tra i libri maggiormente apprezzati “Fuori per sempre” di Doris Femminis e “Piccolo libro illustrato dell’universo” di Ella Frances Sanders. Bilancio positivo anche per Terre di Mezzo, soprattutto per le vendite di “La grande fabbrica delle parole” e “La fattoria” di Pina. E ancora Iperborea che migliora le vendite e annovera tra i top seller “La lettera di Gertrud” di Björn Larsson, la rivista “The Passenger Portogallo” e “Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione. Marotta & Cafiero, all’interno del Padiglione 3, è molto soddisfatto dei risultati raggiunti che vedono un incremento del 50% rispetto all’edizione dell’anno scorso. Top seller per “Asharam”, “Poesia cruda” e “Fiori d’agave”. Successo inaspettato per l’esordio di Antonio Foti, “La luce giusta”.

Per quanto riguarda l’editoria per ragazzi, Lapis ha dichiarato vendite in linea con il 2018, e tra i più venduti i libri della collana di narrativa “Quelli” della Rodari, e ancora “Il pinguino che aveva freddo” di Filippo Giordano e “A fior di pelle” di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari. Anche Sinnos cresce come vendite, tra i più apprezzati Campo Bravo di Stefan Boonen, “Ruggiti” di Daniela Crucci, “Questo posto è mio” di Claire Garralon, novità pensate apposta per il Salone. Sorprende la vendita di “D’amore e altre tempeste”, graphic novel sul sesso spiegato agli adolescenti e Terra in vista, ancora gettonato nonostante non sia nuovo.

L'Ippocampo Edizioni, alla sua prima volta a Torino, registra vendite positive di “Il giardino segreto” diarrivederci-completo Frances Hodgson Bunett, “Il giro del mondo in 80 alberi” di Jonathan Drori e i titoli della collana Prêt a cuisiner. Il Castoro, invece, ha registrato un calo delle vendite di circa il 10% rispetto allo scorso anno, i top seller sono quelli della serie “Warrior cats” e ancora “La mia famiglia mangia green” di Silvia Goggi. Andato esaurito “Questo libro è gay” di Juno Dawson. Anche Corraini Edizioni registra un calo, apprezzato “I menù di Yocci”, presente al Salone e “Distruggi questo diario”.

Personalmente considero il Salone di Torino un appuntamento importante per il mondo dell’editoria però, a mio avviso, dovrebbe dedicare più spazio all’editoria digitale in tutte le sue forme, come ho avuto modo di evidenziare nel mio post su Il Fatto Quotidiano.
M.Z.

 

 

 

Stampa