Il gioco del mondo al Salone di Torino

Il Salone Internazionale del Libro si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio. Il tema del 2019 è titolo del romanzo di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, che ha fatto della mescolanza di culture la propria forza.
Mancano meno di due mesi al Salone Internazionale del Libro di Torino: si terrà da giovedì 9 a lunedì 13 maggio. Il tema del 2019 è Il gioco del mondo, titolo del romanzo di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, che ha fatto della mescolanza di culture la propria forza.
Il manifesto è un’opera di MP5, artista italiana attiva nella controcultura europea, nota per il suo stile di disegno in bianco e nero che utilizza in differenti media. La sua arte incisiva e l’immaginario non convenzionale ne fanno la madrina perfetta di quell’inesausto luogo di sperimentazione che è il Salone del Libro.
Un Salone per tutti e di tutti
È lo spazio dell’incontro e del dialogo, tra lettori e curiosi, tra editori e addetti ai lavori, che si ritrovano a Torino, per cinque giorni, a confrontarsi sul mondo in modo aperto. Perché il Salone è una manifestazione dai contenuti alti, ma alla portata di tutti. Questa è la sua scommessa, la sua forza, la sua particolarità soprattutto oggi, momento in cui infuria la battaglia – o presunta tale – tra popolo ed élite. Il Salone offre
argomenti e riflessioni utili ad affinare lo sguardo e preziosi per scoprire qualcosa in più su se stessi e sul nostro tempo, e lo fa coinvolgendo tutta la scena editoriale italiana, garantendo bibliodiversità, pluralità di visioni, proposte e idee. Confermandosi spazio per il dialogo tra editori, scrittori, Università, librai e istituzioni. Portando così avanti la battaglia per la lettura.
Tutto questo in un Salone che sa rappresentare ogni componente della filiera editoriale in modo ancor più efficiente e accogliente nella sua organizzazione logistica. Tra le novità, i 13000 mq dell’Oval a disposizione, con una sala da 700 posti, che si chiamerà Sala Oro il Caffè letterario, una sala da 200 posti, l’area della Lingua Ospite, grandi editori ed editori indipendenti.
Il Salone è quindi più grande, e immaginato come una mappa composita in grado di restituire la molteplicità delle case editrici e della produzione letteraria italiana, alternando, senza soluzione di continuità piccoli e grandi editori. Questo per restituire anche nella pratica l’intento che accomuna tutti coloro che al Salone lavorano, ovvero favorire un dialogo continuo con tutte le realtà del mondo editoriale.
E ancora, il Salone è più vivibile, con corridoi ampi, spazi liberi e di sosta, per chiacchierare e riposarsi. È costruito come una grande festa per lettori, editori, ospiti. E per le nuove generazioni, la novità del 2019 è che lo spazio a loro dedicato, il Bookstock Village cambia casa spostandosi nel Padiglione 2, nel cuore della fiera. Il Padiglione 1 ospita le istituzioni, tanti editori, l’area dedicata a giochi e fumetti, senza perdere così la propria identità.
E infine, il Salone è più ospitale con ben due ingressi. A quello storico dal Padiglione 1 si aggiunge il secondo accesso dall’Oval, con corsie specifiche, ciascuna dedicata alle diverse categorie di visitatori, per entrare in modo semplice e veloce.

Il gioco del mondo
La cultura non contempla frontiere o linee divisorie, la cultura i confini li salta. Supera divisioni, frantuma muri, balza dall’altra parte. Per creare.
Come fa il lettore del “contro-romanzo” di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, libro sconfinato e invito alla ribellione, alla fuga e all’avventura, perché costruito in modo che chi legge possa scegliere dove andare attraverso le pagine, da leggere oppure scartare.
Il gioco del mondo è una delle opere più influenti degli ultimi cinquant’anni, titolo e tema scelti per questa 32° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Julio Cortázar ha fatto della mescolanza di culture la propria forza: nato in Belgio da genitori argentini, girò l’Europa per poi trasferirsi in Argentina all’età di 5 anni. Nel 1951 andò a Parigi dove rimase fino agli ultimi giorni. Vissuti, idee, storie che si intrecciano e rendono questo scrittore uno dei migliori nel mettere in pratica una capacità che è un dono, quello della creazione fantastica.
Julio Cortázar fu – ed è tuttora, perché dei classici bisogna parlare sempre al presente, se non al futuro – un ponte tra due continenti e tra diverse culture, per questo è lui a guidare i cinque giorni del Salone, a orientare pensieri e riflessioni. Per questo è lui a lanciare il sassolino immaginario, quello che nel gioco della campana - Rayuela in spagnolo, titolo originale dell’opera - serve a compiere il balzo, a superare il confine, per accorgersi, giocando, che quel limite è evanescente e labile perché disegnato solo con il gesso.
Il manifesto di MP5
MP5 è un’artista italiana nota per il suo stile di disegno in bianco e nero che utilizza in numerosi e differenti media, dai video di animazione al muralismo, fino all’installazione. Le sue immagini rimandano all’arte classica dando forma a una nuova mitologia che sottende a una visione critica e politicamente impegnata della realtà. Attiva nella scena artistica underground e nella controcultura europea, negli ultimi dieci anni ha strettamente legato il suo lavoro a quella queer e femminista. La sua arte incisiva, e l’immaginario non convenzionale che la contraddistingue, ne fanno una madrina perfetta per quel grande
laboratorio e inesausto luogo di sperimentazione che è il Salone del Libro.
Nata a Napoli, ha studiato scenografia per il teatro all’Accademia di Belle Arti di Bologna e animazione presso la Wimbledon School of Art di Londra. Dagli studi di scenografia deriva un legame stretto e duraturo con il teatro di ricerca, rintracciabile soprattutto nelle sue installazioni audio-video, ma che continua a influenzare anche i suoi grandi interventi murali, dislocati in numerose città d’Europa. Le sue opere sono state esposte in festival e musei. Nel 2013 ha rappresentato l’Italia per il progetto La Tour 13 a Parigi e nel 2016 ha tenuto la sua prima mostra personale italiana presso la galleria Wunderkammern di Roma. Ha collaborato con il regista Abel Ferrara, con la designer e gallerista Agnes B a Parigi e con la galleria Lazarides di Londra, e attualmente con Gucci per la campagna Chime for Change sull’uguaglianza di genere.
Gli ospiti
Non un Paese ospite, bensì una lingua ospite: lo spagnolo. Questa la novità e l’ambizione del Salone nel 2019. Poiché le frontiere sono linee immaginarie ma per molti invalicabili, la volontà che guida la manifestazione di maggio è quella di oltrepassarle, giocando per inventare e aprire passaggi. Fare questo è possibile appellandosi a una lingua che unisce popoli e Paesi, ovvero lo spagnolo, tra le più parlate al mondo e tra quelle che la letteratura ha scelto per esplorare a fondo il cuore degli uomini.
A Torino, dal 9 al 13 maggio, è attesa una delegazione di autrici e autori provenienti dai Paesi del Centro e Sud America, per uno dei progetti più ambiziosi sul piano internazionale che il Salone abbia mai varato. Per realizzarlo, fitte sono state sinergie e relazioni intessute con una serie di importanti soggetti istituzionali - come l'Instituto Cervantes e l'Ambasciata Argentina - e altri con cui il Salone sta lavorando. A questi si aggiunge il festival della letteratura in lingua spagnola di Perugia, Encuentro, punti di riferimento Bruno Arpaia e Giovanni Dozzini.
Quest’idea prende anche forma, diventando La Plaza de los Lectores, con biblioteca, libreria, uno spazio dedicato a istituzioni e rappresentanze dai Paesi e uno da 120 posti per gli incontri.
Il Grand Tour, che porta Marco Pautasso, Nicola Lagioia e i loro ospiti tra librerie e biblioteche, varcando
anche i confini del Piemonte per raccontare il Salone nei giorni che precedono la fiera,è anche occasione per incontrare ispanisti, libri, autori, e conoscere aneddoti e storie legate alla straordinaria cultura in lingua spagnola.
Le Marche, regione plurale, hanno al Salone Internazionale del Libro di Torino un posto d’onore, esemplari di un’Italia forte della sua varietà culturale e molteplicità. Da Cortázar a Leopardi, dall’autore di libri universali al poeta che 200 anni fa compose L’infinito, uno dei vertici della letteratura mondiale, proprio a Recanati, sua città natale. Ma le Marche sono anche la regione di Gioacchino Rossini, di Raffaello Sanzio, di Paolo Volponi, di Maria Montessori, di Silvia Ballestra. Grazie alla Regione Marche, il Salone ospita uno stand dedicato con un panel di incontri, arricchito anche dal contributo delle Università degli Studi di Urbino Carlo Bo; dell’Università degli Studi di Camerino, di Ancona e di Macerata; dei festival culturali del territorio, e per discutere di poesia e di grandi intellettuali, donne e uomini di origini marchigiane.
Nominata dall’UNESCO Capitale Mondiale del libro 2019, Sharjah, negli Emirati Arabi, è un gioiello ricco di storia nascosto lungo la spiaggia che si affaccia sul Golfo Persico. Terzo emirato per grandezza sorge su un territorio naturale davvero caratteristico che comprende il secondo deserto sabbioso più grande al
mondo, disabitato ma anche in gran parte inesplorato.
La Sharjah International Book Fair è il culmine dell’attività culturale del Paese: nata nel 1982 è l’evento letterario di primo piano nel mondo arabo. Quarta fiera del mondo, è occasione per incontrarsi e fare networking tra addetti ai lavori di diversi Paesi. Grazie a Sua Altezza Sheikh Dr. Sultan bin Muhammad Al Qasimi, presidente di Sharjah Book Authority (SBA), sono presentate a Torino 40 traduzioni inedite di titoli italiani in lingua araba per promuovere la bellezza della conoscenza e lo scambio tra culture.
Ci sarà anche Il Salone Off. La festa dei libri nei quartieri che illumina i quartieri di Torino e 16 Comuni della Città Metropolitana. È una grande festa, fatta di incontri, dialoghi, reading, spettacoli, concerti, proiezioni di film e documentari, mostre, degustazioni, passeggiate letterarie e workshop per tutte le età.
Il programma sarà molto ricco, ne sapremo di più ad aprile quando il Salone sarà raccontato nella sua interezza.
Per saperne di più si può visitare il sito della manifestazione.
Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 è un progetto di Associazione Torino, la Città del Libro e Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e di Ministero per i beni e le attività culturali, Centro per il libro e la lettura,
Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, Italian Trade Agency ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Fondazione Sicilia e Fondazione con il Sud.
L’Associazione culturale Torino, la Città del Libro ha acquisito il marchio e il compendio archivistico del Salone Internazionale del Libro di Torino grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT che da sempre contribuiscono a realizzare al meglio la manifestazione. Immediatamente l’ha messo a disposizione del territorio, coinvolgendo la Fondazione Circolo dei lettori per la costruzione della 32° edizione.