Editoria: un po' di numeri
Il mercato del libro riparte a novembre, la flessione rispetto al 2024 si riduce all’1,98% e aumentano i lettori. Per i piccoli e i medi editori la congiuntura è difficile: servono politiche industriali per accompagnare le imprese nell’era dell’IA. Se ne parla a PLPL. E poi c’è la discussione sulla censura…
“Più libri più liberi” si è aperta con le discussioni sugli editori fascisti che espongono. Alcuni scrittori si sono ritirati dalla manifestazione. Personalmente sono contro la censura: i libri che inneggiano al fascismo e al nazismo sono sempre esistiti, nasconderli non serve, al contrario se ne deve parlare. La battaglia politica-culturale contro i fenomeni fascisti si fa studiando, discutendo e dialogando.
Ed ora parliamo di numeri. L’editoria italiana guarda con fiducia alla fine del 2025 e al 2026, sia sul versante del mercato che su quello delle politiche per il libro. La crescita delle vendite nei canali trade a novembre (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) porta il mercato a ridurre la flessione complessiva negli undici mesi verso -1,98% rispetto all’anno precedente e nelle prossime settimane e mesi si registrerà l’impatto positivo delle misure a sostegno della domanda.
Il 2025 è stato un anno particolarmente complesso per le piccole e medie case editrici, e le prospettive future rendono sempre più urgente discutere di misure, meglio se organiche e nel quadro di una nuova legge di sistema per il libro, per accompagnare soprattutto le imprese che continuano a investire, agevolandole sul piano industriale e incentivando l’innovazione, in uno scenario in continua evoluzione caratterizzato, tra le altre cose, dall’Intelligenza Artificiale con il suo impatto sul mercato e i flussi di lavoro” spiega Lorenzo Armando, presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE.
Cresce la lettura in tutte le fasce d’età nel corso degli ultimi 10 anni, ma ancora oltre 15 milioni di italiani non hanno letto nei 12 mesi precedenti neppure un libro, un e-book, o ascoltato un audiolibro.
In Italia nel 2025 sono cresciute del 4% le persone tra i 15 e i 74 anni che si dichiarano lettrici e lettori (almeno un libro letto anche in parte negli ultimi dodici mesi, compresi e-book e audiolibri), raggiugendo i 33,9 milioni: sono adesso il 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente. Nella fascia 18-34 anni sono cresciuti del 2% e sono ora l’82%, nella fascia 35-54 anni sono cresciuti del 3% e sono ora il 79%, nella fascia 55-74 anni sono cresciuti del 2% e sono ora il 68%.
Calano però tempi e frequenza di lettura: la quota di chi apre un libro almeno una volta a settimana è passata dal 72% dei lettori del 2022 al 61%
del 2025, mentre quella di chi legge solo qualche volta al mese è passata dal 26% al 38%. Inoltre, per quanto riguarda il tempo medio settimanale dedicato in particolare alla lettura di libri a stampa, questo è calato da 3 ore e 32 minuti nel 2022 a 3 ore e 7 minuti nel 2025.
Il 37% dei lettori legge fino a tre libri, e-book o ascolta fino a tre audiolibri l’anno. Il 22% legge tra 4 e 6 libri l’anno, il 19% tra 7 e 11 e il 22% 12 o più.
Si conferma il gap di genere, che è di quasi dieci punti percentuali: tra le donne le lettrici sono l’81% della popolazione, tra gli uomini i lettori sono il 72%.
I dati dell’Osservatorio AIE sulla lettura, a cura di Pepe Research, sono stati presentati sabato 5 dicembre dal direttore di AIE Fabio Del Giudice all’interno del programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e in programma alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre.
Le tre fasi dell’editoria
L’analisi dell’ufficio studi di AIE sulla base dei dati NielsenIQ BookData ha evidenzia come dal 2008 ad oggi l’editoria libraria ha vissuto tre fasi diverse. La prima ha visto, dopo una crescita nel 2008-2010, un brusco calo delle vendite fino a un minimo di 81,3 milioni di copie vendute nel 2016. Dopo è seguita una stagione di forte crescita che ha accelerato dopo il Covid e che ha portato a un picco di 104,8 milioni di copie vendute nel 2021. In seguito tale crescita si è fermata e, nel 2024, le copie vendute sono state 102,6 milioni.
Dopo che le vendite del mercato trade avevano fatto registrare nei primi dieci mesi dell’anno una flessione a valore del 2,4% rispetto al 2024, con
vendite complessive pari a 1.128,8 milioni di euro, un novembre positivo ha portato il mercato a ridurre il calo all’1,98%.
I gruppi editoriali e i marchi collegati hanno registrato nel 2025 una crescita piatta rispetto all’anno precedente, gli editori oltre i 5 milioni di euro di vendite sono calati dell’1,9%, quelli con un giro d’affari tra 1 e 5 milioni di euro sono calati del 9,7%, quelli tra 500mila euro e un milione di venduto sono calati del 6,8%, quelli fino a 500mila euro di venduto sono calati del 6,5%. Nella classifica dei libri più acquistati nei primi dieci mesi del 2025 pubblicati da editori sotto i 5 milioni di euro annui di vendite, troviamo sul podio “Il dio dei boschi” di L. Moore, NN Editore, “Lo svezzamento è vostro! Manuale pratico di autosvezzamento” di Pediatra Carla, Sonda e “Dammi mille baci” di T. Cole, Always Publishing, in calce trovate la top ten completa.
Il gap che penalizza il Meridione.
Nel Sud, dove risiede il 34% della popolazione italiana, i lettori sono solo il 30% del totale e la percentuale di copie vendute nelle librerie fisiche e
online e nei supermercati si ferma al 19% del totale (dati 2024). Una ricerca AIE ha evidenziato la correlazione tra indici di lettura bassi e infrastrutture per la lettura, librerie e biblioteche in primis, inadeguate. Da segnalare che l’assegnazione dei fondi per le biblioteche nel 2025 ha visto un riequilibrio a favore di Sud e Centro. Il Sud in particolare ha beneficiato del 31,2% dei fondi complessivamente stanziati, contro una quota del 23,2% nel 2023. Il Centro è passato dal 15,3% del 2023 al 16,2% del 2025.
Gli editori e l’IA
Più di un editore italiano di libri su quattro, il 27,7%, è stato contattato per dare in licenza i contenuti delle opere pubblicate alle aziende che sviluppano Large Language Models, ovvero i sistemi di Intelligenza Artificiale in grado di comprendere e rispondere in linguaggio naturale, come ChatGpt, Gemini o Claude. Tuttavia in questa fase prevale la prudenza: solo il 3,7% di questi ha concluso uno o più contratti di licenza. Il 37% ha già escluso di concedere la licenza, il 59,3% sta valutando il da farsi.
Il dato è contenuto nella prima ricerca sistematica realizzata in Italia sull’uso di strumenti di Intelligenza Artificiale (IA) nelle case editrice e che è stata presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’EUR, durante l’incontro L’Intelligenza Artificiale in casa editrice: per fare cosa? Sono intervenuti, dopo i saluti del presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, Andrea Angiolini (delegato AIE all’innovazione), Cristina Mussinelli (responsabile AIE per il digitale) e Nicola Cavalli (Ledizioni).
Per le case editrici italiane l’IA è uno strumento, o una serie di strumenti, che già oggi sono utilizzati nei flussi di lavoro, ma allo stesso tempo questa tecnologia alimenta preoccupazioni sul versante del rispetto del diritto d’autore e dell’affidabilità nelle risposte che fornisce. All’indagine
hanno partecipato 97 editori, per un totale di 184 marchi editoriali coinvolti.
Tre editori su quattro, il 75,3%, dichiarano di utilizzare strumenti di IA. Tra i grandi editori, oltre i 5 milioni di euro di vendite annue, la percentuale di chi usa strumenti di AI è del 96,2%. Per gli editori tra uno e cinque milioni si scende al 75%, 66,7% per gli editori da 500mila a un milione di euro, 63,6% per gli editori da 100mila a 500mila euro, 62,5% per gli editori sotto i 100mila euro.
Tra gli editori che utilizzano strumenti di IA, il 67,1% cita tra gli utilizzi la realizzazione di materiali per ufficio stampa e comunicazione, il 67,1% la redazione di paratesti e metadati, il 50,7% la realizzazione di copertine e illustrazioni, il 49,3% l’editing, la revisione bozze, le traduzioni, il 31,5% attività amministrative o operative, il 21,9% l’accessibilità, il 19,2% attività commerciali come previsioni di vendita e analisi di dati.
Il 17,8% utilizza l’IA per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi come software educativi interattivi (lo fa il 50% degli editori scolastici) e servizi e software su banche dati (riguarda il 33% degli editori professionali. Erano possibili più risposte.
Sul versante delle criticità, delle preoccupazioni che l’IA alimenta per il futuro, il 63,9% del campione cita la tematica della revisione dei contratti, i rapporti con i collaboratori, la gestione dei diritti. Il 58,8% indica la violazione del copyright da parte delle aziende che gestiscono i Large Language Models nelle fasi di addestramento, il 50,5% le allucinazioni generate dall’IA presentate come fatti, il 46,4% il fatto che i sistemi di IA siano addestrati con dati imprecisi, falsi o distorti, il 44,3% il tema di come proteggere il materiale generato con l’IA, il 42,3% la difficoltà a stare al passo con i rapidi cambiamenti, il 39,2% le difficoltà a spiegare agli autori in che modo le loro opere sono protette, considerando che le condizioni delle piattaforme di IA sono poco chiare, il 32% la proliferazione del self publishing prodotto da IA, il 16,5% l’impatto sull’organizzazione interna della casa editrice, il 16,5% la sfiducia nelle aziende che sviluppano IA, il 16,5% il dover prevedere investimenti considerati eccessivi. Solo il 6,2% non ha alcuna preoccupazione. Erano possibili più risposte.
I dieci titoli più venduti nei primi 10 mesi del 2025 dei piccoli e medi editori
1. Il dio dei boschi, L. Moore, NN Editore (Novembre 2024)
2. Lo svezzamento è vostro! Manuale pratico di autosvezzamento, Pediatra Carla, Sonda
(Febbraio 2021)
3. Dammi mille baci, T. Cole, Always Publishing (Dicembre 2024)
4. Orbital, S. Harvey, NN Editore (Febbraio 2025)
5. Israele e i palestinesi in poche parole, M. Travaglio, PaperFIRST (Novembre 2023)
6. Casa Bianca-Italia. La corruzione dell'informazione di uno Stato satellite, A. Orsini,
PaperFIRST (Aprile 2025)
7. Il potere di adesso. Una guida all’illuminazione spirituale, E. Tolle, My Life (Ottobre 2023)
8. È facile smettere di fumare se sai come farlo, A. Carr, Ewi (Dicembre 2024)
9. Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni, G. Salvini, PaperFIRST (Febbraio
2025)
10. Mille pezzi del mio cuore, T. Cole, Always Publishing (Luglio 2024)
(Testo a cura di MZ)