Digital Services Act

L’industria culturale e creativa italiana all’attacco della proposta di Regolamento sui servizi digitali nell’UE. Lettera congiunta di 19 associazioni italiane al Commissario Gentiloni.
L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, all’attacco del Digital Services Act, il pacchetto regolamentare in discussione il 15 dicembre, in Commissione Europea. Con una lettera congiunta, ben 19 associazioni rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale chiedono al Commissario Paolo Gentiloni “una correzione di rotta della proposta di Regolamento che alla prova dei fatti, risulta distante e in contraddizione con le stesse intenzioni dichiarate dall’esecutivo UE e più volte confortate dal Parlamento europeo”.
Il provvedimento dovrebbe infatti regolamentare all’interno dell’Unione europea l’operato delle principali società tecnologiche che forniscono servizi digitali ma nei fatti rischia di tutelare ancor meno il settore.
La lettera
Roma, 10 Dicembre 2020
Caro Commissario,
con la presente vorremmo manifestarle la preoccupazione dell’industria culturale e creativa italiana, dell’editoria libraria e dell’informazione giornalistica, degli operatori radiotelevisivi, della filiera autorale, degli artisti-interpreti-esecutori, delle associazioni a tutela della proprietà industriale e delle Federazioni antipirateria, in merito ai contenuti della proposta di Regolamento sui servizi digitali nell’UE (Digital Services Act) che la Commissione Europea adotterà nei prossimi giorni.
Questo pacchetto, come noto, dovrà aggiornare la Direttiva Commercio Elettronico del 2000, in particolare il regime che definisce obblighi e responsabilità delle piattaforme online.
Già in occasione del suo insediamento, la Presidente Ursula Von der Leyen aveva manifestato l’intento della Commissione Europea di rendere le piattaforme digitali maggiormente responsabili. Intento ripetutamente confermato dalla Vicepresidente Margrethe Vestager e dal Commissario Thierry Breton.
L’intero comparto creativo e culturale ha accolto con favore questa iniziativa, che dovrebbe costituire un completamento del percorso intrapreso con la Direttiva sul Diritto d’Autore del 2019. Completamento reso necessario dal campo di applicazione assai ristretto di questo strumento normativo.
Siamo, al contrario, molto preoccupati in quanto i contenuti della proposta rischiano di rivelarsi, alla prova dei fatti, molto distanti e in contraddizione con le stesse intenzioni dichiarate dall’esecutivo UE e più volte confortate dal Parlamento europeo.
Ci risulta, invero, che il testo attualmente in discussione apporterebbe modifiche alla Direttiva sul Commercio Elettronico che non solo non fornirebbero maggiori strumenti di lotta all’illegalità online, ma ridurrebbero alcuni obblighi e talune responsabilità delle piattaforme digitali, a nostro avviso, in maniera molto rischiosa.
Gli aspetti suscettibili di differenti interpretazioni sono purtroppo numerosi e riguardano diversi aspetti della proposta: i) dall’ampliamento dei benefici di limitazione della responsabilità a favore delle piattaforme (safe harbour), ii) all’introduzione di condizioni più stringenti a carico di coloro che vogliono far rispettare i propri diritti online.
Un esempio in tal senso sarebbe l’introduzione a capo dei titolari di diritti di proprietà intellettuale di un obbligo di indicazione dell’indirizzo URL per ottenere la rimozione di ogni singolo contenuto illegale, anche quando esso sia ripetuto identico nel contenuto. Tale proposta, oltre ad essere in conflitto con i più recenti orientamenti giurisprudenziali, in particolar modo in Italia, avrebbe un effetto devastante sulla capacità delle imprese creatrici di contenuti di tutelarsi.
In coordinamento con i nostri partner europei abbiamo contribuito in modo ampio e dettagliato al processo di consultazione, ed espresso in ripetute occasioni i nostri timori.
L’occasione di questo provvedimento dovrebbe essere anche quello di introdurre il c.d. “principio del KYBC” (Know Your Business Customer), che consentirebbe di contrastare il commercio illegale sul web e pratiche di anonimato, che sono ormai una costante di chi opera illecitamente sulle reti digitali.
Duole constatare che le preoccupazioni circonstanziate della nostra filiera, fatta eccezione per il Commissario Mariya Gabriel, siano state fino ad ora largamente incomprese e disattese dalla Commissione. Siamo pertanto a chiedere un suo autorevole intervento, certi della sua consapevolezza circa la rilevanza di questa filiera produttive europea, oltre che della sua importanza per il Made in Italy.
Sappiamo che sono giornate convulse per via della gestione della crisi pandemica e dei relativi strumenti di policy di contrasto, pur tuttavia, facciamo appello al suo ben noto interesse per il settore e all’attenzione dimostrata per un level playing field fiscale e regolamentare dei c.d. operatori OTT, per auspicare una correzione di rotta della proposta di Regolamento prima dell’adozione definitiva da parte della Commissione.
La ringraziamo sinceramente e rimaniamo in attesa di un cortese riscontro.
Buon lavoro e un cordiale saluto.
100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva, AFI – Associazione Fonografici Italiani, AIE – Associazione Italiana Editori, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, APA – Associazione Produttori Audiovisivi, ASSOMUSICA – Associazione Produttori e Organizzatori di Spettacoli di Musica dal Vivo, CCI – Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio TV – Associazione dei Media Televisivi e Radiofonici Italiani, FAPAV – Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, FEM – Federazione Editori Musicali, FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, FPM – Federazione contro la Pirateria Musicale, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, UNIVIDEO – Unione Italiana Editoria Audiovisiva Media Digitali e Online, Writers Guild Italia – Sindacato degli scrittori di cinema, tv e web.