A Venezia si parla di libri

 

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Per la prima volta in diretta online il Seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, presentati anche i dati sull’editoria italiana.

 

Si è tenuto venerdì 29 gennaio, il Seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri in diretta online, per la prima volta dopo 37 edizioni consecutive a Venezia, alla Fondazione Cini.

Il Seminario, occasione per editori e librai italiani e internazionali di confrontarsi sul presente e sul futuro del libro, è organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri con il contributo di Messaggerie Italiane e Messaggerie Libri, e in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italianaricardo-franco-leviEditori e il Centro per il Libro e la Lettura. Durante il seminario, Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e e vice presidente della Federazione degli editori europei (FEP), ha presentato i dati relativi all’editoria italiana: il 2020 si è concluso con il segno positivo e l’Italia ha superato Francia e Germania, come ho raccontato su Il Fatto Quotidiano.

A causa dell’emergenza sanitaria la Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri ha dovuto cambiare il consueto programma, organizzando l’ormai tradizionale appuntamento annuale con modalità online, che ha registrato più di 1000 collegamenti, di cui 155 dall’estero.

«In un momento così difficile legato alla pandemia dobbiamo sostenere ancora di più il ruolo della lettura nello sviluppo di una società civile, innanzitutto perché molte innovazioni hanno negli ultimi decenni tolto ap-achille mauri seminario-
tempo alla lettura, la pandemia ne ha restituito a tutti una certa quantità. Ci sono prove che il lettore ha letto molto di più. Ne usciremo tutti leggermente più sapienti. I dati evidenziano che le librerie e il mondo dell’editoria italiana stanno dimostrando una grande capacità di adeguarsi all’emergenza sviluppando idee innovative al servizio della comunità», ha sottolineato Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane, della Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri.

La trasmissione online, però, ha anche risvolto positivi, come ha evidenziato Stefano Mauri, Vicepresidente e CEO di Messaggerie Italiane, Presidente e CEO del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) «Invece che a Venezia la giornata congressuale della scuola si è svolta on line e in cambio della bellezzastefano-mauridella Serenissima abbiamo avuto ascoltatori da 29 Paesi. Pur tra le difficoltà del momento gli editori di tutti i grandi Paesi Occidentali hanno confermato che i lettori hanno espresso una domanda costante di libri, che grazie alla passione degli addetti ai lavori hanno trovato ovunque la strada per arrivare ai lettori, come l’acqua delle sorgenti al mare. Il libro è un bene necessario tanto più quanto più profondo è lo smarrimento di questi tempi difficili».

Mentre Alberto Ottieri, Vicepresidente e CEO di Messaggerie Italiane e CEO di Emmelibri, ha posto l’accento sul ruolo della libreria «La libreria come bene essenziale conferma la Scuola per Librai UEM e la formazione ai librai un bene altrettanto indispensabile e necessario. Quest'anno, anziché l'annuale corso alberto-ottieridi perfezionamento offerto a Venezia alla Fondazione Cini, verranno organizzati corsi on line durante tutto l'anno, moltiplicando gli sforzi e gli investimenti. Lavoriamo con fiducia all'innovazione nell'era fisico-digitale e all'eredità, in un mercato di nuova generazione, di una rinnovata centralità dei librai e delle librerie. Come i librai, gli editori e le catene affrontano l'attuale momento di incertezza in Europa e in Italia e la relativa tenuta dei mercati e della lettura, rinnova la nostra fiducia sul futuro del libro e dei librai. La formazione rimane al centro di una futura crescita».

Uno sguardo all’Europa

Durante il convegno, dal titolo “Lo stato del libro in Europa”, Ewa Szmidt-Belcarz di Empik Group, il principale gruppo polacco ha affermato "In Polonia la pandemia ha accelerato dei cambiamenti che erano già in atto. Il futuro è nel digitale e nella rapidità con cui vengono adattati i modelli di business».

Quanto alla Germania, è intervenuto Michael Busch di Thalia «Nella prima metà del 2020 abbiamo riguadagnato clienti da Amazon, grazie alle consegne a domicilio. Anche in futuro i negozi saranno il punto vitale del nostro modello. Per questo stiamo investendo in nuovi punti di vendita. Vediamo un grande futuro per le librerie locali, a gestione familiare, non di grandissime dimensioni come in passato».ottieri belcarz busch rivol
Siv Bublitz, CEO di Fisher Verlag ha aggiunto “da questo anno ho imparato che noi editori dobbiamo essere ancora più selettivi, pubblicare meno libri e ancora meglio»: Una considerazione che dovrebbero fare anche gli editori italiani che spesso si limitano a fare scouting tra gli autori autopubblicati al top delle classifiche di vendita.

Per James Daunt (Waterstones e Barnes & Noble), che si è concentrato sul contesto britannico e statunitense, «il nostro futuro passa dai nostri negozi e dal servizio che offriamo. Certo, non è facile quando per settimane le librerie restano chiuse, ma non possiamo che continuare a investire nelle nostre librerie e nei nostri librai».

Venendo all'Italia, Alberto Rivolta del gruppo Feltrinelli ha commentato: «Cercheremo da un lato di rendere più digitali i nostri negozi, e dall'altra di umanizzare il digitale, ma più che la dimensione del negozio è l’ubicazione a fare la differenza perché i flussi sono cambiati». Magari aiutare i lettori ad utilizzare gli strumenti digitali per fidelizzarli alla libreria.

Passando alla Spagna, per Jesús Badenes del Grupo Planeta «la chiusura delle librerie ha portato anche da noi ha un'ascesa dell'e-commerce, e il Covid ha impattato sulle abitudini di consumo. In questo contesto anche in Spagna le librerie indipendenti hanno tenuto bene». Per quanto riguardo al digitale, non sono mancate le differenze tra Spagna, Portogallo e America Latina. Sicuramente ha influito il diverso sviluppo dell'e-commerce a livello locale.

Per Arnaud Nourry, a capo di Hachette Livre, «la Francia resta un Paese affezionato alle librerie fisiche e ai libri cartacei. Il digitale da noi continua ad avere meno presa. Credo che questa tendenza non cambierà nel post-Covid».

Durante il convegno sono stati assegnati il quindicesimo Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri alla Libreria Il Trittico di Milano di Pietro Linzalone, e la seconda Borsa di lavoro Nick Perren a Ilaria Marinelli della Libreria Centofiori di Milano.

Concludiamo con i numeri della Scuola.
Dal 1984 la Scuola (primo esempio in Italia) ha organizzato 319 corsi, per un totale di 3.625 ore di lezione, a cui hanno partecipato 6.038 allievi e 2.063 librerie.

È da sempre un importante momento di confronto sul mondo del libro, in cui si prendono in esame i diversi aspetti e le criticità proprie di un’attività affascinante e fondamentale per la diffusione della logo-jpgcultura come quella delle librerie: gestione, organizzazione, distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio dunque in cui si vuole progettare, discutere, conoscere le dinamiche di un mondo complesso ma sempre vitale che ha al suo centro il libro.

Per il 2021 la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri ha avviato un progetto di didattica online in collaborazione con Susanna Sancassani, docente del Politecnico di Milano e responsabile del servizio METID (Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica).Tale collaborazione si propone di supportare i formatori e i coordinatori della didattica della Scuola nella progettazione di una modalità di formazione online e ibrida, al fine di stimolare i librai, in particolare i librai indipendenti, ad una progettualità attiva e trasformativa della propria realtà a partire da ciascun aspetto trattato nei corsi.
M.Z.

 

 

 

 

 

 

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