Leggere, secondo Cristina Cassar Scalia

 

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La sua Vanina ha ammaliato i lettori, anche se lei non sa come è accaduto. Forse perché ama leggere ovunque, anche se l’ideale sarebbe una sdraio in riva al mare.

 

 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Direi che leggere un libro è sempre l’idea migliore. Amo moltissimo anche andare al cinema, ma sono molto selettiva: non sempre trovo qualcosa che mi interessi tra i film in programmazione.

D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. Ovunque! Il luogo ideale sarebbe una sdraio in riva al mare, ma mi accontento anche del letto. Ultimamente ho rivalutato un divano del mio soggiorno, comodissimo.

D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Se un libro non mi piace, non mi prende, raramente lo finisco. Compro sempre più libri di quanti, per questioni di tempo, io riesca a leggerne. Impiegare ore su un libro che non mi piace mi sembra uno spreco. Tra i libri che non ho finito c’è “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery. Non so dire il perché. Chissà, forse più avanti proverò a rileggerlo.

D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. I più amati: “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj, tutti i libri di George Simenon con protagonista Maigret (con menzione particolare per “Il porto delle nebbie”) e quelli di Andrea Camilleri con protagonista Montalbano (menzione particolare per “Il cane di terracotta”). E molti altri! Potrei scriverne altri venti ... La più grande delusione è stato “L’amica geniale” di Elena Ferrante. Ero certa che mi sarebbe piaciuto e invece non mi ha preso.

D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Ad attirarmi è sempre la storia, e qualche pagina letta a caso.

D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Mi appassionano tanti argomenti, non tutti sono trattati a dovere.

D. E per finire cosa pensi degli e-book? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti? Li utilizzi?
R. Non amo gli e-book, e leggo solo in formato cartaceo. Il loro pregio principale è quello di non occupare spazio e di essere trasportabili ovunque. Se questo può servire ad avvicinare più persone alla lettura, ben vengano.

Chi è Cristina Cassar Scalia
È un medico oftalmologo, scrive da sempre. Un giorno per caso è diventata una scrittrice. Non capiscecristina-cassar-scalia ancora come possa essere successo, ma ne è felice. Ha scritto quattro romanzi. I primi due, “La seconda estate” e “Le stanze dello scirocco”, sono stati pubblicati da Sperling Kupfer. Dopo la loro pubblicazione ha inventato il personaggio del vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, protagonista di due gialli pubblicati da Einaudi Stile Libero: “Sabbia Nera”, uscito nel 2018, e “La logica della lampara”, pubblicato nell’aprile 2019.

Se desiderate potete leggere la recensione di “Sabbia Nera”“La logica della lampara”.

 

 

 

 

 

 

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