KDP Select? Una grande opportunità per i self-publisher

Un fondo di Amazon per gli scrittori, ne abbiamo parlato con Naike Ror e Simon Sword due autori italiani che ne hanno usufruito.
Del fondo KDP Select ho scritto recentemente nel mio blog su Il Fatto Quotidiano, ma credo sia opportuno riprendere l’argomento perché è una iniziativa molto interessante. Inoltre, vi propongo anche l’intervista integrale a Naike Ror e Simon Sword, due autori italiani che hanno usufruito del fondo.
In sintesi: KDP Select è un programma opzionale rivolto agli autori che decidono di autopubblicare il proprio libro con Kindle Direct Publishing. Precisa Veronica Pirola, responsabile Kindle Content per l'Italia, che «effettuando la registrazione gratuita a KDP Select si ha anche la possibilità di accedere a una serie di strumenti promozionali tra cui: Kindle Countdown Deal che permette di pianificare sconti promozionali limitati nel tempo per i libri disponibili su Amazon.com e Amazon.co.uk, oppure Promozione Libro gratis attraverso la quale è possibile promuovere il libro rendendolo disponibile gratuitamente per un massimo di 5 giorni ogni 90 giorni».
Ma vediamo di capire meglio con le interviste a Naike Ror, nome de plume di Emanuela Migliorin e Simon Sword.

D. Quando ha iniziato a scrivere e perché ha scelto l’auto-pubblicazione?
R. Naike Ror. Ho cominciato a scrivere quasi per caso alla fine del 2013 e l’auto-pubblicazione è stato il fisiologico sbocco per chi come me, e tante altre, ha cavalcato il fenomeno delle fanfiction sulle piattaforme gratuite e indipendenti. Per capirci meglio: la trilogia delle 50 sfumature -nata appunto
come fanfiction di Twilight- e il successo del passaparola, quello vero, ha offerto a tantissime lo spunto per scrivere e mostrarsi a prescindere dall’avere o meno una casa editrice alle spalle e il fenomeno degli autori “self” o “indipendenti” hanno prolificato in questo senso.
R. Simon Sword. Premetto col dire che scrivo per passione da quando avevo 14 anni e questa non è la mia professione. Verso la fine del 2016, terminata la stesura del mio primo libro illustrato per bambini "Il mio amico Alfred", ho deciso di aiutare concretamente la popolazione colpita dal terremoto, che in quei mesi aveva coinvolto gran parte del centro Italia. Nessuna casa editrice sarebbe stata disposta a rinunciare al proprio compenso per intero da devolvere poi in beneficenza, fu così che cominciai a prendere in considerazione l'idea di auto-pubblicare il mio primo libro.
D. E perché Amazon?
R. Naike Ror. Amazon, in primis, offre un’interfaccia semplice; basta avere un iban e un file word per finire sulla sua piattaforma. Piattaforma che oltre a pagamenti regolari, offre un ventaglio di vetrine in cui un autore può mostrarsi: offerte lampo, volumi in abbonamento, possibilità di pubblicare in cartaceo e affiliazioni dei link.
Nessun’altra piattaforma garantisce la visibilità che può dare Amazon.
R. Simon Sword. Per qualche settimana confrontai le diverse proposte di self-publishing e alla fine la mia scelta cadde su Amazon KDP. I fattori che a mio giudizio hanno influito e influiscono tutt'ora su questa scelta sono dovuti alla visibilità, Amazon è ormai una consolidata realtà mondiale che non ha più
bisogno di presentazioni ed è anche sinonimo di garanzia e professionalità per gli autori.
Inoltre, concedendo l'esclusiva a KDP, rinunciando alla possibilità di promuovere i propri libri su altri portali, i margini in termini economici per gli autori non hanno concorrenti sul mercato.
Nel mio caso specifico, più margine stava a significare più ricavi da poter devolvere in beneficenza.
D. Lei è tra gli autori italiani che usufruiscono del fondo KPD Select, come è accaduto? E da quanto tempo ne fa parte?
R. Naike Ror. Faccio parte di Amazon Kdp Select dall’inizio delle mie pubblicazioni ovvero dal 2014. La scelta di lasciare in esclusiva a questa piattaforma i miei scritti ha una doppia ragione: la prima è appunto la visibilità, la seconda è una scelta meramente economica. Nonostante i miei libri non superino mai i 2,99 in digitale, per la precisione, la maggior parte viene venduta a meno di un euro, il guadagno attraverso il programma Kdp, e quindi le pagine lette per chi è abbonato, ha fatto in modo che gli investimenti dietro la pubblicazione non solo rientrassero, ma che dai diritti percepiti riuscissi a lasciare il mio lavoro per dedicarmi esclusivamente alla scrittura.

R. Simon Sword. KDP offre ai propri autori diversi vantaggi.
Dare l'esclusiva di pubblicazione ad Amazon porta indubbiamente ad ottenere maggiore visibilità, la possibilità di promuovere gratuitamente il tuo libro per alcuni giorni, ottenere guadagni ogni volta che una persona legge il tuo libro anche senza acquistarlo direttamente e poter ottenere dei bonus in caso in cui il tuo volume entri in classifica nei mercati stranieri, sono tutti fattori che indubbiamente possono solo giovare all'autore.
Nel 2017 ho tradotto il mio primo libro per bambini in lingua inglese e il debutto in classifica kindle U.S.A. è stato più che positivo, il fondo KDP premia i libri più letti nei vari paesi del mondo con dei bonus, per ora il mercato italiano resta escluso, decisi di aderire al programma proprio in virtù di tutti questi benefit.
D. Non chiedo l’importo, ma le chiedo di dirmi se è un contributo importante.
R. Naike Ror. A chi si approccia in questo momento all’auto-pubblicazione suggerisco in primis di non considerarsi un autore inferiore a quelli editi da case editrici ma, al contrario, di essere l’editore di se stesso.
L’editoria “classica” è in crisi da anni, recluta tra le file di autori indipendenti nuovi nomi su cui investire
e questo la dice lunga sulla scarsità di intenzioni, sull’assente voglia di scoprire nuovi talenti.
Inoltre, se non siete autori da 100mila copie vi liquiderà presto, riconoscendovi contratti aleatori e royalty ridicole quindi, consiglio assolutamente di investire in maniera autonoma sul vostro lavoro: non lesinate su editing, correzione di bozze o impaginazione, trattare lo scritto come un prodotto, anche commerciale, curando copertina e promozione. Fate in modo che essere indipendenti non significhi necessariamente essere superficiali o approssimativi e tutto verrà da se.
Se cercate un editore, vedrete che appena raggiungerete i risultati verranno loro a cercarvi.
Se volete finire in libreria puntate su Amazon; qualcosa mi dice che tra breve apriranno librerie fisiche in cui magari metteranno in vetrina il vostro scritto da autore self.
R. Simon Sword. KDP premia gli autori in base alle vendite. Di conseguenza un prestito di un tuo libro utilizzando la biblioteca virtuale di Amazon, porterà all'autore un introito minore rispetto all'acquisto diretto, ma è pur sempre qualcosa.
A titolo personale da quando ho iniziato questa avventura le vendite dei miei libri si attestano intorno alle 500-1.000 copie al mese in media.
D. Cosa suggerisce agli autori che scelgono l’auto-pubblicazione?
R. Naike Ror. A chi si approccia in questo momento all’auto-pubblicazione suggerisco in primis di non considerarsi un autore inferiore a quelli editi da case editrici ma, al contrario, di essere l’editore di se stesso.
L’editoria “classica” è in crisi da anni, recluta tra le file di autori indipendenti nuovi nomi su cui investire e questo la dice lunga sulla scarsità di intenzioni, sull’assente voglia di scoprire nuovi talenti.
Inoltre, se non siete autori da 100mila copie vi liquiderà presto, riconoscendovi contratti aleatori e royalty ridicole quindi, consiglio assolutamente di investire in maniera autonoma sul vostro lavoro: non lesinate su editing, correzione di bozze o impaginazione, trattare lo scritto come un prodotto, anche commerciale, curando copertina e promozione. Fate in modo che essere indipendenti non significhi necessariamente essere superficiali o approssimativi e tutto verrà da se.
Se cercate un editore, vedrete che appena raggiungerete i risultati verranno loro a cercarvi.
Se volete finire in libreria puntate su Amazon; qualcosa mi dice che tra breve apriranno librerie fisiche in cui magari metteranno in vetrina il vostro scritto da autore self.
R. Simon Sword. Chi decide di intraprendere questa strada deve sapere che non avrà alcuna casa editrice alle spalle e nessuno sponsor pronto a finanziare questo o quel progetto, sembra scontato ma 
non lo è affatto. Auto-pubblicarsi significa sostituirsi all'editor, correggere o farsi correggere attentamente le bozze da professionisti del settore, appoggiarsi a grafici o a illustratori in grado di rendere le illustrazioni o la copertina del libro quanto più idonea possibile, stabilire e pianificare una campagna pubblicitaria mesi prima della pubblicazione, in modo da creare un pubblico di pseudo o probabili lettori e, infine, adottare mirate strategie di marketing attraverso, ad esempio, i blog o i social per sponsorizzare il volume una volta pubblicato.
Tutto questo è necessario se si vuole ottenere un prodotto il più vicino possibile ai titoli delle grandi case editrici, mi piacerebbe dire che è semplice ma non è così, inoltre il tempo dedicato a tutto questo sarà direttamente proporzionale al prodotto finito.
Non scoraggiatevi davanti ai primi insuccessi, anche l'universo Disney è nato dopo svariati fallimenti.
(a cura di M.Z.)