Leggere, secondo Silvestra Sorbera

 

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Se non conosce l’autore, si affida alla sinossi. Se non le piace un libro, lo abbandona. Vorrebbe dedicarsi alla lettura in poltrona o sul divano, invece…

 

D. Quando vuoi rilassarti preferisci: guardare la televisione, andare al cinema o leggere un libro?
R. Dipende dall’umore e dalla stagione. In primavera vado volentieri al cinema, in estate e in inverno preferisco rimanere a casa. In generale mi rilasso con un libro quando sono molto energica, attiva, piena di energie, altrimenti la televisione. Adoro le fiction seriali quindi non resto mai senza.

D. Dove leggi abitualmente: in poltrona, a letto, alla scrivania? Se potessi scegliere, quale sarebbe il tuo luogo ideale per la lettura?
R. In poltrona o sul divano. Se potessi scegliere leggerei sempre a casa mia, sul divano, in completo silenzio, magari con un plaid addosso. Ma purtroppo non va sempre così, e spessissimo leggo nella sala d’aspetto della palestra di mio figlio mentre lui si allena a scherma. Quindi niente silenzio, divano comodo, niente copertina.

D. Nel suo famoso Decalogo, al terzo posto, Daniel Pennac sancisce il diritto del lettore a “non finire il libro”: tu hai seguito questo consiglio? Se sì, con quale libro e perché?
R. Sì, l’ho seguito. Credo che il lettore debba scegliere di non finire un libro che non gli piace. Capisco che spesso il finale riserva delle sorprese ma, personalmente, non riesco ad andare avanti se un testo non mi coinvolge sin da subito. Io non ho mai finito “Io uccido” di Giorgio Faletti eppure tutti i miei conoscenti ne parlano benissimo.

D. Qual è il libro -o i libri- che più hai amato? E quello o quelli che si sono rivelati una delusione?
R. Adoro i libri di Giampaolo Pansa, tutti nessuno escluso. Tra i classici Pirandello e Verga. Poi ancora Andrea Camilleri, Alessia Gazzola, Emma Fenu, quelli che raccontano storie vere, biografiche. Tra le delusioni Faletti come dicevo prima.

D. Cosa cerchi in un libro? Cosa attira di più la tua attenzione: la copertina, il titolo, l’autore, la bandella con la storia?
R. Se ho già letto libri dell’autore compro il nuovo titolo senza pensarci troppo. Altrimenti, se non ho mai letto niente la prima cosa che mi attira è il titolo che mi porta a leggere la sinossi. Anche la copertina aiuta. Una bella, frizzante, mi invoglia di più a leggere. In un libro cerco quasi sempre evasione. Che sia un giallo o un romance mi piace sapere che posso staccare dalla realtà. Per questo se il libro non mi piace non lo finisco. Io desidero avere la compagnia di quei protagonisti, ho bisogno di sentire la loro mancanza e di arrivare il giorno dopo con la frenesia di leggerli. Altrimenti, se posso abbandonarli per giorni, non è un libro che mi ha trasmesso qualcosa.

D. Quale argomento ti appassiona e, secondo te, viene poco considerato dagli editori italiani?
R. Amo molto le storie vere. Purtroppo, a parte le biografie, si tende a tralasciare certe storie che vengono più utilizzare per le fiction. Ci sono casi di cronaca nera italiana che meriterebbero dei romanzoni.

D. E per finire cosa pensi degli e-book? Secondo te, quali sono i loro pregi e i loro difetti?
R. Sono comodissimi. Hanno il pregio di essere reperibili sempre. Quest’estate al mare avevo finito la scorta di libri e così sono andata su Amazon e ho comprato un romanzo. Ho installato il kindle sul cellulare e ho letto. Tutto dalla spiaggia. Difetti: a volte la formattazione lascia un po’ a desiderare.

D. Li utilizzi?
R. Molto. Io leggo quasi tutto in digitale. I libri cartacei li compro per mio figlio che è ancora piccolo e non voglio che stia molto tempo davanti a uno schermo. Io e mio marito leggiamo quasi tutto in digitale. Anche il giornale la mattina.

 

 

 

Chi è Silvestra Sorbera
Nata nel 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Per la serie “Il commissario Livia” ha pubblicato il racconto lungo “La prima indagine” e il romanzo “I fiori rubati”.
Per la serie “Simone e la rana” ha scritto nel 2013 la favola “Simone e la rana: viaggio nel bosco magico” e nel 2017 “Simone e la rana: viaggio nel castello stregato”.
Nel 2013 ha pubblicato il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2018 il saggio “L’Allieva tra letteratura e fiction”.
Nel 2014 i racconti “Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera”.
Nel 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio” e il romanzo “Sono qui per l’amore”. Nel 2018 la commedia “Amiche per caso” insieme alla collega Mariantonietta Barbara.
Chi desidera conoscerla meglio può visitare la sua pagina Facebook.

 

 

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